L'ACCREDITAMENTO DEGLI PSICOLOGI NEL 2000 :
IL RUOLO DELL'ORDINE PROFESSIONALE
A cura del Gruppo di Lavoro dell'Ordine Regionale degli Psicologi dell'Emilia-Romagna, composto da:
Paolo Franchini (Coordinatore), Chiara Bastelli, Maria Canziani, Paola Donadini, Gabriella Galli, Magda Tura e Ulrich Wienand (Agenzia Sanitaria Regionale)
Documento approvato nell'adunanza del Consiglio Regionale dell'Ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna del 14/12/2000
Premessa : Storia e terminologia

Per Accreditamento si intende un processo di valutazione sistematico e periodico svolto da un'agenzia esterna o da un altro organismo, il cui obiettivo è quello di verificare il possesso da parte delle strutture o dei professionisti sanitari di requisiti predeterminati che si ritiene influiscano sulla qualità dell'assistenza.
Il presente documento parte dal concetto che metodi e contenuti dell'Accreditamento siano estensibili anche alle attività psicologiche non sanitarie.

L'accreditamento ha una lunga tradizione fra i professionisti sanitari, nascendo nell'ambiente dei chirurghi americani nei primi decenni del 20° secolo e sviluppandosi soprattutto nei paesi anglosassoni. A partire dagli anni '60 l'accreditamento, oltre alla funzione di garantire la qualità delle prestazioni, ha assunto anche un significato di strumento di regolazione nell'economia sanitaria, legando all'esito della valutazione anche l' entrata o l'uscita dal mercato degli erogatori delle prestazioni. Mentre nella maggior parte dei paesi l'accreditamento rimane comunque volontario, Francia e Italia hanno introdotto per legge un accreditamento obbligatorio per tutte le strutture sanitarie che intendano erogare prestazioni per conto del Servizio Sanitario Nazionale.

Le forme di accreditamento in ambito sanitario si distinguono quindi in base al fatto se sono
· rivolte a strutture o a singoli professionisti,
· volontarie o obbligatorie.

Indipendentemente da quanto avveniva nel mondo della sanità, nel mondo dell'industria, a partire dagli anni '50, si sono sviluppate metodologie di garanzia e valutazione della qualità, rivolte soprattutto alle strutture produttive complesse: le norme ISO 9000. Alcune strutture sanitarie ritengono utile adottare tali metodologie, a partire da attività molto simili a quelle di un processo produttivo industriale (p.es. laboratorio analisi). La Regione Lombardia ha scelto la norma ISO 9001:1994 come modello per l'accreditamento degli ospedali, mentre altre Regioni hanno sviluppato un proprio modello, prendendo le norme ISO come matrice culturale, come per esempio la Regione Emilia-Romagna. Tale normativa appare, peraltro, applicabile solo con difficili anche se non insormontabili problemi di adattamento agli studi dei singoli professionisti ed alle strutture di piccole dimensioni, ed i costi per applicarla risultano al momento molto elevati per la grande maggioranza dei singoli studi professionali.

Riassumendo, le forme di verifica esterna della qualità sono:
1. Accreditamento volontario dei professionisti (per ora poco diffuso, esistono alcune esperienze americane),
2. Accreditamento obbligatorio dei professionisti (applicato per esempio in Olanda, dove gli specialisti devono ri-accreditarsi ogni 5 anni),
3. Accreditamento volontario delle strutture (molto diffuso nei paesi anglosassoni -Joint Commission negli USA, Kings Fund in GB ecc.- in Italia promosso da diverse società scientifiche mediche e dall'Istituto Superiore Sanità),
4. Accreditamento obbligatorio delle strutture (già applicato in Catalogna, in fase di applicazione in Francia e Italia),
5. Certificazione ISO 9000 (di carattere totalmente volontario, proveniente dalla grande industria).

Lo schema seguente tiene conto della situazione normativa attuale in Italia ed illustra la applicabilità di queste forme di verifica agli ambiti lavorativi degli psicologi.

Dimensione struttura ATTIVITA' SANITARIA ATTIVITA' NON SANITARIA pubblica privata piccola
(1-2 psicologi)

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sarà obbligatorio:
(per Fondi Sanitari Integrativi):
Accreditamento Professionisti

è volontaria:
Certificazione Iso 9000 (in aggiunta) è volontaria:
Certificazione Iso 9000 (opportuna secondo situazione del mercato)

potrebbe essere introdotto dall'Ordine:
Accreditamento dei Professionisti

media o complessa è obbligatorio: Accreditamento strutture sanitarie

sarà obbligatorio:
Accreditamento professionisti

è volontaria:
Certificazione Iso 9000 (in aggiunta) è obbligatorio:
(per Fondi Sanitario Nazionale o Integrativi):
Accreditamento strutture sanitarie

sarà obbligatorio:
(per Fondi Sanitario Nazionale o Integrativi):
Accreditamento professionisti

è volontaria:
Certificazione Iso 9000 (in aggiunta, opportuna secondo situazione del mercato) è volontaria:
Certificazione Iso 9000 (opportuna secondo situazione del mercato)

potrebbe essere introdotto dall'Ordine:
Accreditamento dei Professionisti

La tabella evidenzia che il ruolo della certificazione volontaria ISO 9000 rimane prevalentemente circoscritto all'ambito delle strutture (sanitarie private o non sanitarie) complesse o di almeno media complessità, mentre per le strutture sanitarie sia pubbliche che private il ruolo principale dovrebbe essere rivestito dall'accreditamento obbligatorio da parte delle Regioni ("accreditamento istituzionale").

Per l'accreditamento dei singoli professionisti appare necessario individuare, per ragioni di difficile applicabilità di ambedue le suddette procedure, percorsi specifici differenziati per le diverse professionalità nei quali potrebbero svolgere un ruolo attivo i relativi Ordini Professionali.

Per le strutture che intendano percorrere l'iter della certificazione ISO 9000 saranno da individuare requisiti procedurali e organizzativi applicabili alla realtà lavorativa degli Psicologi, in sintonia con le elaborazioni ed indicazioni dell'Ordine Professionale.

Qualità professionale e Qualità organizzativa

L'applicabilità ed utilità delle diverse forme di verifica della qualità è legata anche agli aspetti della Qualità che vengono esplorati:
- la qualità dell'atto professionale, che è fortemente legata alla competenza del singolo professionista,
- la qualità organizzativa, il cui peso cresce in proporzione alla dimensione della struttura in cui il professionista lavora.
Ovviamente questi due aspetti non si escludono a vicenda, ma si completano. I reciproci rapporti tra dimensione tecnico professionale della qualità (della quale si occupa l'accreditamento dei professionisti) e dimensione organizzativa della qualità (della quale si occupano invece l'accreditamento delle strutture e la certificazione ISO 9000) sono riassunti nel grafico seguente:

Qualità tecnicoprofessionale
Qualità organizzativa

Struttura piccola

Struttura media

Struttura complessa

Accreditamento
professionisti Accreditamento strutture
Certificazione Iso 9000
fonte: T. Conti 1992

Quadro normativo italiano

In Italia l'accreditamento obbligatorio delle strutture sanitarie da alcuni anni viene chiamato anche "accreditamento istituzionale". Esso è stato introdotto dalla Riforma Sanitaria del 1992/93, precisamente con l'art. 8 del D.Lgs. 502/517. Questa normativa (come anche tutte le successive) obbliga le strutture che intendano erogare prestazioni sanitarie con i fondi del Servizio Sanitario Nazionale ad un percorso a 3 tappe:

1. Autorizzazione: "La realizzazione di strutture e l'esercizio di attività sanitarie sono subordinate ad autorizzazione." (art. 8 ter). A prescindere dalle grandi strutture ospedaliere e simili, l'autorizzazione …"è richiesta .. per gli studi odontoiatrici, medici e di altre professioni sanitarie, ove attrezzati per erogare prestazioni di chirurgia ambulatoriale, ovvero procedure diagnostiche e terapeutiche di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente." I requisiti per l'autorizzazione sono contenuti nel DPR 14.1.1997 e si riferiscono soprattutto alla struttura fisica ed all'organizzazione. L'autorizzazione riguarda gli psicologi solo in maniera molto marginale, laddove essi lavorino in strutture sanitarie, insieme ad altre professioni sanitarie che eseguono procedure di particolare complessità ecc. In tali casi è il Direttore Sanitario della struttura ad occuparsi dell'autorizzazione .

2. Accreditamento: sono le Regioni che provvedono al rilascio dell'accreditamento, verificando la rispondenza della struttura sanitaria a requisiti ulteriori di qualificazione (diversi da Regione a Regione), alla funzionalità rispetto alla programmazione sanitaria regionale ed in base ad una verifica positiva dell'attività svolta (art. 8 quater). In questo contesto l'Ordine e le Società Scientifiche e Professionali degli Psicologi possono contribuire soprattutto a dare supporto alle Regioni nella definizione dei requisiti specifici per l'accreditamento di talune tipologie di struttura (Salute Mentale, Neuropsichiatria Infantile, Consultori, SERT, ecc.), specificando criteri attinenti alla formazione, alla competenza clinica, alle regole deontologiche, all'autonomia professionale, agli strumenti di verifica della propria attività, ma anche alla dotazione strumentale necessaria ecc.

3. Accordi contrattuali: le singole Aziende Usl stabiliscono accordi con le strutture accreditate per definire i volumi di attività ed il prezzo che per queste sarà pagato dal Fondo Sanitario Nazionale.

L'accreditamento dei professionisti sanitari viene citato nell'art. 8 quater della cosiddetta "Riforma Bindi" : "l'accreditamento istituzionale è rilasciato dalla regione alle strutture autorizzate, pubbliche o private e ai professionisti che ne facciano richiesta …".
La "Riforma Bindi" rimanda poi ad un futuro "atto di indirizzo e coordinamento" il quale dovrà
- regolamentare: "la definizione dei requisiti ulteriori per l'esercizio delle attività sanitarie per conto del Servizio Sanitario Nazionale da parte delle strutture sanitarie e dei professionisti , nonché la verifica periodica di tali attività" (art. 8 quater, comma 3 a),
- "indicare i requisiti per l'accreditamento istituzionale dei professionisti, anche in relazione alla specifica esperienza professionale maturata e ai crediti formativi acquisiti nell'ambito del programma di formazione continua si cui all'art. 16-ter." (art. 8 quater, comma 4). Si può dedurre che fra i requisiti per il futuro accreditamento dei professionisti uno di quelli ritenuti più importanti sarà quello della formazione continua.

Nel comma 5 dello stesso articolo 8 quater viene specificato che entro 60 giorni dall'uscita dell'atto di indirizzo e coordinamento "le regioni definiscono, …., i requisiti per l'accreditamento, nonché il procedimento per la loro verifica, prevedendo, per quanto riguarda l'accreditamento dei professionisti, adeguate forme di partecipazione degli Ordini e dei Collegi professionali interessati."

Il citato atto di indirizzo e coordinamento a tutt'oggi non è uscito, e pertanto l'accreditamento dei professionisti rimane in una posizione incerta: è previsto per legge, ma mancano le norme attuative. L'Ordine degli Psicologi, in tutte le sue articolazioni territoriali e Nazionale deve tenere presente che da un giorno all'altro questa incertezza potrebbe venir meno ed esso potrebbe essere chiamato a prendere decisioni in tempi molti stretti, e -forse- su schemi di discussione o riflessione già preordinati da altre professioni. In questo senso va sottolineato che nel mondo medico le società scientifiche hanno un peso culturale e organizzativo molto maggiore che nell'ambito degli psicologi, e molte di esse da anni (in alcuni casi decenni) promuovono una cultura dell'accreditamento volontario nella tradizione proveniente dai paesi anglosassoni. Per tale ragione potrebbe essere opportuno sin da subito che l'Ordine degli Psicologi disponga di un'adeguata "anagrafe" delle Società Scientifiche e Professionali operanti sia a livello Nazionale che territoriale, al fine di un loro eventuale coinvolgimento nella definizione dei criteri, delle linee-guida e delle loro modalità di applicazione nei futuri percorsi di accreditamento dei singoli psicologi professionisti.

I Fondi Sanitari Integrativi

I Fondi Sanitari Integrativi sono previsti nell'art.9 del D.Lgs. 229/1999: I cittadini, versando una quota volontaria a tali Fondi Sanitari Integrativi, potranno ricevere quelle prestazioni che non sono ritenute "essenziali" dal Servizio Sanitario Nazionale. Fra queste prestazioni rientrano le cure odontoiatriche, le cure termali, l'omeopatia e, presumibilmente, molte delle prestazioni tipiche dello psicologo (in particolar modo la psicoterapia , ma anche il counselling, alcune forme di psicodiagnostica ecc..). Al momento la normativa non è ancora stata emanata e non si sa quali di queste prestazioni tipiche dello psicologo diventeranno effettivamente rimborsabili da parte di questi fondi: in ogni caso, i professionisti le cui prestazioni verranno rimborsate dai Fondi Integrativi dovranno essere preventivamente "accreditati". Tale accreditamento non costituisce altro che l'estensione dell'accreditamento obbligatorio dei professionisti anche verso l'esterno delle strutture, ad una fascia di liberi professionisti che vorranno usufruire dei rimborsi da parte dei Fondi Integrativi.

 

La normativa sulla Formazione Continua

Gli articoli 16-bis, 16-ter e 16-quater della "Riforma Bindi" trattano estesamente la Formazione Continua. Vengono definiti i termini di "aggiornamento ", "formazione permanente" e "formazione continua", e viene prevista una "Commissione Nazionale per la Formazione Continua", composta attualmente in prevalenza da medici, che - sentiti gli Ordini e Collegi Professionali interessati, definisce
- gli obiettivi formativi di interesse nazionale,
- in particolare, le linee-guida ed ai percorsi diagnostico-terapeutici,
- i crediti formativi che devono essere maturati dagli operatori,
- gli indirizzi per i programmi formativi,
- i criteri e gli strumenti per la valutazione delle esperienze formative,
- i criteri per l'accreditamento delle società scientifiche,
- i criteri per l'accreditamento di tutti coloro che erogano formazione continua.

L'art.16-ter prevede anche la "consultazione delle categorie professionali interessate" (comma 1) e la partecipazione "degli Ordini e Collegi professionali" alla programmazione ed organizzazione della formazione in sede regionale (comma 3).

In sostanza, l'Ordine degli Psicologi gioca diversi ruoli nella promozione e garanzia della Qualità:
- ha un ruolo assolutamente centrale nell'accreditamento dei professionisti, che per ora non è obbligatorio, ma può diventarlo nel momento in cui uscirà la normativa prevista,
- dovrebbe essere coinvolto dalle Regioni nella definizione di requisiti specifici per l'accreditamento istituzionale di alcune tipologie di strutture sanitarie,
- può agevolare e stimolare iniziative di certificazione Iso 9000.
All'interno dell'accreditamento dei professionisti, volontario o obbligatorio che sia, assume un'importanza centrale la formazione continua dei professionisti.

definizione riportata nel glossario
Sono intese le Linee guida cliniche, non quelle del Sistema Iso 9000
I primi risultati di questa Commissione sono stati comunicati dal Ministero della Sanità in un Comunicato Stampa del 20.9.2000.

Alcune esperienze internazionali

La British Psychological Society ha sviluppato una specifica politica per lo "Sviluppo Professionale Continuo"(CPD) dei propri iscritti. Essa distingue fra:
· attività guidate (directed CPD activity) : corsi, supervisione, partecipazione a convegni, ricerca, …
· attività di autoformazione (self directed CPD activities): studio, counselling personale a fini professionali ecc.
Ogni iscritto dovrebbe dedicare almeno 40 ore annue alla CPD e tenerne traccia in una specie di diario. Ogni anno la BPS estrarrà a caso i nominativi del 2% degli iscritti chiedendogli l'invio del proprio diario. La BPS formulerà consigli e raccomandazioni sui diari pervenuti.

L'Unione dei Medici Specialisti Europei (UEMS) ha formulato nel Luglio 1999 dei criteri per l'accreditamento internazionale della Formazione Continua dei Medici. Per ogni iniziativa formativa vengono valutati:
· la struttura dell'organizzazione che eroga la formazione
· il programma organizzativo e logistico
· la qualificazione dei docenti e dello staff organizzativo
· gli obiettivi formativi in riferimento ai destinatari
· le esperienze precedenti
· gli eventuali conflitti di interesse (sponsorizzazioni, incompatibilità ecc.)
· la non delegabilità del mandato formativo (assenza di subappalti..).

L'indagine dell'Ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna sulla Formazione Continua

Tenendo conto del quadro normativo italiano e delle esperienze internazionali appena descritte, il Gruppo di lavoro sull'accreditamento istituito dal Consiglio dell'Ordine degli Psicologi della Regione Emilia-Romagna ha svolto in prima persona un'indagine sui requisiti di qualità della Formazione Continua in ambito psicologico. Sono stati interpellati dagli stessi componenti del Gruppo di Lavoro, attraverso interviste semi-strutturate, 13 esperti coinvolti in posizione di leadership culturale nella formazione continua, appartenenti sia ad organismi pubblici che privati e con orientamenti culturali molto eterogenei fra di loro. I risultati dell'indagine riguardano:
- gli standard riferibili alla formazione continua del singolo professionista;
- le caratteristiche richieste ad un' agenzia formativa di "buona qualità".

I risultati dell'indagine possono essere sintetizzati come segue:

Definizione e standard di formazione continua per il singolo professionista

Definizione di "Formazione Continua":
- schema di riferimento per progettare in termini di acquisizioni progressive (crediti) una carriera professionale certificata pubblicamente,
- essa ha come obiettivo prioritario il miglioramento/rafforzamento delle competenze professionali sotto il profilo della conoscenza del metodo e delle tecniche di intervento,
- si basa sul confronto tra ambiti culturali diversi (anche nuovi), tra contenuti teorici ed esperienze pratiche e tra esperienze professionali diverse.

Standard per il singolo professionista:
Ogni professionista dovrebbe garantire almeno 40 ore annue di formazione guidata oltre allo studio personale e alla supervisione.
Si considerano occasioni formative:

- I corsi
- La supervisione
- La discussione dei casi in gruppo
- Le giornate di studio e lettura

Si considerano meno formativi i convegni e i congressi.

Requisiti e caratteristiche di un'Agenzia di formazione (al fine di un accreditamento pubblico)

a) Trasparenza di obiettivi, contenuti e metodi.
b) Qualità dei formatori (cultura, aggiornamento, esperienza).
c) Collegialità nella progettazione, organizzazione e valutazione.
d) Opportunità di sviluppare:

- Competenze professionali
- Riflessione critica e autonomia di pensiero
- Disposizione al confronto di approcci e metodi
- Capacità di affrontare e risolvere problemi

e) Offerta di contenuti aggiornati, non ripetitivi e attinenti a opportunità lavorative emergenti e diversificate.
f) Organizzazione di percorsi formativi individuali e di gruppo
g) Utilizzo di strumenti di verifica delle competenze acquisite e del grado di soddisfazione
h) Collaborazione con Università, Ordini professionali, rappresentanti delle sedi di lavoro
i) Eventuale affiliazione internazionale

Graduatoria delle esperienze formative erogate dalle Agenzia Formative

- Seminari
- Corsi (modulari)
- Gruppi di discussione con/senza supervisore
- Gruppi di studio con/senza esperti

Strumenti di valutazione della Formazione Continua
- Questionari a corsisti e relatori
- Gruppi di discussione
- Verifiche di impatto (prima, durante e dopo)
- Eventuali interviste individuali
- Simulazioni di colloqui/interventi

Il Programma Ministeriale "Educazione Continua in Medicina"

Ad integrazione e conferma di quanto emerso dalla nostra indagine, si ritiene opportuno riprendere alcuni dei contenuti del programma di Educazione Continua in Medicina ("E.C.M.") elaborato dalla Commissione ministeriale per la Formazione Continua (Decreto Ministro Sanità 5 luglio 2000) e pubblicato su un apposito sito Internet a partire dal Novembre 2000 . Detto programma sarà già operativo a titolo sperimentale nel primo semestre del 2001 per le sole categorie dei medici e degli odontoiatri, ma verrà esteso successivamente a tutte la categorie professionali operanti nella sanità.

Nel paragrafo dedicato ai crediti formativi (definiti come misura dell'impegno e del tempo dedicato dal singolo professionista all'aggiornamento e al miglioramento del livello qualitativo della propria professionalità) la Commissione ha stabilito la misura di 150 crediti nel triennio (non meno di 20 e non più di 80 nell'anno), punteggio comprensivo degli elementi qualitativi e quantitativi dell'evento formativo. Si sottolinea infatti che i crediti "verranno assegnati non soltanto in base alla durata dell'evento, ma anche ad una serie di parametri qualitativi".

Rispetto ai risultati della nostra indagine, va osservato ancora che l'E.C.M. prende in considerazione soltanto la formazione guidata e che ad essa riconduce anche la formazione individuale, l'autoformazione valutabile ai fini del conteggio dei crediti formativi. I parametri di giudizio, o indicatori di qualità, saranno quindi applicati ad eventi formativi accreditati dalla Commissione.

Precisando che nella fase sperimentale saranno valutati i singoli eventi, e non le Agenzie di formazione nel loro complesso, si elencano a titolo di esempio i seguenti indicatori di qualità: "la rilevanza delle attività didattico-formative, l'importanza degli argomenti, l'autorevolezza personale dei docenti, l'esistenza o meno di sistemi di valutazione delle attività da parte dei partecipanti, la qualità dell'organizzatore, la sua durata in ore o giorni…", elementi tutti presenti anche nel profilo di una formazione di qualità delineato dai nostri esperti.

Da ultimo, ed a completamento del ventaglio degli eventi formativi, il documento della Commissione contempla "attività formative a distanza" individuali o di gruppo che utilizzino anche strumenti informatici, purché prevedano (e qui torna uno dei criteri più volte sottolineato nella nostra indagine) sistemi di valutazione oggettivi del livello di apprendimento raggiunto.

Altri requisiti per i professionisti

Tenendo ferma la constatazione che la Formazione Continua è, e con ogni probabilità rimarrà, il "baricentro" dell'accreditamento dei professionisti (volontario o obbligatorio che sia), saranno comunque da aggiungere altri requisiti che caratterizzano una "buona pratica professionale", i quali dovranno essere verificati da appositi valutatori e sui quali l'organismo accreditante conferisce lo status di "accreditato" al professionista.
Questi requisiti devono essere compatibili e non devono sovrapporsi a quelli dell'accreditamento istituzionale delle strutture, formulati dalle Regioni, ma devono integrarsi con questi ultimi come un quadro nella sua cornice.
Nello sviluppo di un programma di accreditamento le caratteristiche ritenute qualificanti saranno poi tradotte in domande verificabili sulla base di evidenze oggettive. Per esempio, la caratteristica "Uno psicologo garantisce un lavoro di buona qualità se si aggiorna continuamente" potrebbe essere concretizzata in un item del tipo "Lo psicologo può documentare di aver partecipato ad attività di aggiornamento professionale per non meno di 120 ore nell'ultimo triennio?".
Ciò premesso, il gruppo di lavoro sull' Accreditamento dell'Ordine degli Psicologi della Regione Emilia-Romagna ha iniziato ad individuare alcune classi di requisiti che caratterizzerebbero una pratica professionale di buona qualità:
- Formazione Continua (vd. sopra)
- Mantenimento della Competenza Clinica (esperienza professionale, livelli di attività)
- Documentazione Clinica (schede, cartelle, lettere di invio ecc.)
- Correttezza deontologica (garanzia riservatezza, privacy)
- Trasparenza (esplicitazione di tempo di attesa, di tariffe, di quadro culturale di riferimento, di modalità di accettazione ed invio)
- Disponibilità alla valutazione del proprio operato (uso di indicatori di performance, utilizzo di strumenti di verifica, partecipazione ad audit clinico)
- Partecipazione allo sviluppo ed uso Linee Guida cliniche, ove disponibili ed applicabili (coerenti con la Medicina Basata sulle Evidenze: EBM, EBHC ..).

Questo elenco è da ritenersi provvisorio e necessita sicuramente di approfondimenti, in sede tecnica, e di un largo consenso degli iscritti.

Opportunità e rischi dell'accreditamento dei professionisti

Se l'Ordine degli Psicologi si facesse (o dovesse essere obbligato a farsi) carico dell'accreditamento dei professionisti, ciò potrebbe costituire un' opportunità di modernizzazione: l'Ordine diventerebbe sempre più garante dei propri iscritti nei confronti della cittadinanza (p.e.: informazione trasparente e garanzia della qualità). D'altra parte, però, non sono da sottovalutare alcuni rischi:
v sarebbero necessarie risorse notevoli per sottoporre a valutazione individuale migliaia di professionisti sulla rispondenza ai requisiti stabiliti,
v è facile creare materia di contenzioso legale, soprattutto se l'accreditamento dovesse diventare obbligatorio per legge,
v è ovvio il pericolo di burocratizzazione, di una produzione di documentazione cartacea inutile da tutte le parti: professionista, valutatore, organismo accreditante.

Per evitare questi rischi è necessario, da una parte, lo sviluppo di un modello e di metodi per l'accreditamento che siano al di sopra delle scuole di pensiero e delle affiliazioni istituzionali, e dall'altra, un lavoro approfondito per informare gli iscritti di questo processo in atto ed ottenere il loro coinvolgimento ed il loro consenso in tutto il corso del processo.
Ciò potrebbe essere effettuato prevedendo che l'Ordine riduca al minimo la propria funzione burocratica e si ponga, invece, sempre di più come promotore della cultura della qualità.

Indicazioni Operative a Conclusione dei lavori del 18 Novembre 2000

I rappresentanti dei Consigli degli Ordini territoriali degli Psicologi di Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Sardegna, Toscana, Trento, Umbria e Veneto hanno ritenuto necessario costituire in data 18 Novembre 2000, al termine di una giornata di studio tenutasi a Bologna, un Gruppo di Lavoro interregionale sui temi dell'Accreditamento e della Cultura della Qualità della Professione di Psicologo come strumento per il Consiglio Nazionale al fine di:
- sollecitare l'Ordine Nazionale a svolgere urgentemente un'indagine conoscitiva sullo stato di avanzamento della normativa in materia di "Fondi Sanitari Integrativi", affinché le prestazioni sanitarie dello Psicologo siano comprese in tale ambito, e a compiere tutte le azioni necessarie per vedere soddisfatto quanto previsto dall'art. 16-ter, c.1 del D.Lgs. 229/1999 circa "la consultazione delle categorie professionali interessate" sulla Formazione Continua degli Psicologi, nella prospettiva ormai prossima dell'estensione dell'attuale fase sperimentale dell'Educazione Continua in Medicina a tutto il settore della sanità;
- rendere partecipe ogni Ordine territoriale dei processi attualmente in atto sull'Accreditamento e sulla Cultura della Qualità, attraverso la massima diffusione del presente documento (integrato da un glossario inerente i termini dell'Accreditamento e della Cultura della Qualità, che ne eviti l'uso improprio) e stimolarlo a concorrere nell'individuare gli specifici ambiti di applicazione delle differenti modalità di accreditamento o di certificazione, utilizzabili al momento attuale dagli Psicologi italiani e dalle Strutture in cui essi prestano la propria attività, quali strumenti per avviare successivamente un'ampia campagna informativa e di consultazione dei propri iscritti sulle proposte di orientamento rispetto a tali temi;
- promuovere l'estensione all'intera categoria della Professione di Psicologo, sanitario e non, della cultura della qualità e degli esiti della sperimentazione che sarà compiuta in ambito sanitario, stimolando l'individuazione dei requisiti basilari della qualità della Professione di Psicologo e verificando la possibilità di collaborazione fra una pluralità di soggetti nell'ambito della Formazione Continua, e dell'uso di una pluralità di strumenti, fra i quali anche la normativa UNI EN ISO 9000, valutandone con attenzione la sintonia con gli obiettivi dell'Ordine.

Ogni Ordine territoriale si attiverà secondo le proprie possibilità e condizioni specifiche per collegarsi all'Assessorato Regionale alla Sanità, all'Assessorato alle Politiche Sociali ed all'Agenzia Sanitaria Regionale competenti per territorio, al fine di essere coinvolto tramite propri delegati nei gruppi per la definizione di requisiti specifici per l'accreditamento delle strutture di Salute Mentale, Neuropsichiatria Infantile, SERT, Consultori Familiari, Servizi Salute Donna, Servizi ed Unità Operative di Psicologia.

Il Gruppo di Lavoro Interregionale si propone di incontrarsi nuovamente a Bologna nella seconda metà del mese di Gennaio 2001, con l'organizzazione del Consiglio dell'Ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna, per verificare con tempestività quanto sta avvenendo nell'ambito dell'Accreditamento, della Formazione Continua e della Cultura della Qualità: a tale incontro sono peraltro invitati i rappresentanti di tutti gli Ordini, anche quelli non presenti nella giornata di studio del 18 Novembre 2000.

Allegato 1:
Bibliografia essenziale sull'accreditamento

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2. AA.VV. Qualità e Accreditamento: Presente e Futuro delle Organizzazioni Sanitarie. (Atti del Convegno Nazionale sul Accreditamento). 1998. Bologna: Agenzia Sanitaria Regionale.
3. AA.VV., Valutatori per l'accreditamento (Quaderni Qualità 4). 1998, Bologna: CLUEB.
4. ASSR, l'Accreditamento. 2000, Roma: Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali.
5. Bohigas, L., et al., A comparative analysis of surveyors from six hospital accreditation programmes and a consideration of the related management issues. International Journal Quality Health Care, 1998. 10(1): p. 7-13.
6. Bohigas, L., Accreditation across borders: the introduction of Joint Commission accreditation in Spain. Jt Comm J Qual Improv, 1998. 24(5): p. 226-31.
7. Bosio, R., Accreditamento e Servizi di Salute Mentale. 1999, Roma: Il Pensiero Scientifico.
8. Cavallini, R., A. Franchini, & U. Wienand, Esiste un rapporto tra gestione della Qualità e indirizzi di riordino dei servizi sanitari ? De Qualitate, 1998. 7(1): p. 78-82.
9. CEN - Comitato Europeo di Normazione, EN 29004 parte 2 : Elementi di gestione per la Qualità e del Sistema Qualità. 1993, Bruxelles: CEN.
10. Cinotti, R., Verso l'accreditamento. De Sanitate, 1998. 1.
11. Conti, T., Autodiagnosi organizzativa - il self-assessment: una via verso l'eccellenza nel business. 1997, Milano: Sperling & Kupfer.
12. Defta, I., et al., L'Accreditamento - Esperienze dei Servizi Sanitari dell'Emilia-Romagna. De Sanitate, 1998. 1(4): p. 33-42.
13. Di Stanislao, F. & C. Liva, Accreditamento dei servizi sanitari in Italia. Qualità e Accreditamento. 1998, Torino: Centro Scientifico Editore.
14. EFQM, Introduzione all'eccellenza. 1999, Bruxelles: European Foundation for Quality Management.
15. Joint Commission Accreditation Healthcare Organizations, Comprehensive Accreditation Manual for Behavioral Healthcare. 1999, Chicago: JCAHO.
16. Klazinga, N., Re-engineering trust: the adoption and adaption of four models for external quality assurance of health carew services in western European health care systems. International Journal Quality Health Care, 2000. 12(3): p. 183-189.
17. Liva, C. & F. Di Stanislao, L'accreditamento dei servizi sanitari - uno strumento per la promozione della qualità. NAM, 1996. 12(1): p. 11-24.
18. Morosini, P. & P. Piergentili, Accreditamento volontario di eccellenza - uno strumento di autovalutazione e promozione della qualità per le strutture residenziali per anziani. 1998, Santa Lucia di Piave (TV): Studio VEGA.
19. Rossi, G. & A. Ehrlicher, Manuale di accreditamento professionale per il dipartimento di salute mentale. 1999, Torino: Centro Scientifico Editore.
20. Scrivens, E., Accreditamento dei Servizi Sanitari : esperienze internazionali a confronto. 1997, Torino: Centro Scientifico Editore.
21. Shaw, C.D., External quality mechanisms for health care: summary of the ExPeRT project on visitatie, accreditation, EFQM and ISO assessment in European Union countries. International Journal for Quality in Health Care, 2000. 12(3): p. 169-175.
22. UNI Ente Nazionale Italiano di Unificazione, UNI EN ISO 9001 : Modello per l'assicurazione della qualità nella progettazione, sviluppo, fabbricazione, installazione ed assistenza. 1994, UNI: Milano.
23. UNI Ente Nazionale Italiano di Unificazione, UNI EN ISO 8402 : Gestione per la Qualità ed Assicurazione della Qualità - Termini e definizioni. 1995, Milano: UNI.
24. Wienand, U., R. Cinotti, & F. Prandi. Il Miglioramento Continuo nelle Aziende Sanitarie - Strumenti ed Esperienze nella Regione Emilia-Romagna. Qualità e Accreditamento. 1999, Centro Scientifico Editore: Torino.

 

Allegato 2:
Elenco Siti Web

http://www.isqua.org.au/ International Society for Quality in Health Care
http://www.assr.it Agenzia Servizi Sanitari Regionali (Roma)
http://ecm.sanita.it/ Ministero Sanità: Educazione Continua Medica
http://www.regione.emilia-romagna.it/agenziasan/ Agenzia Sanitaria Regionale Emilia Romagna
http://www.ars.marche.it/ Agenzia Sanitaria Regionale Marche
http://www.sanita.regione.lombardia.it/ Regione Lombardia - Assessorato Sanità
http://www.aicq.it/index.html Associazione Italiana Cultura Qualità
http://www.iso.ch/ ISO International Organization for Standardization
http://www.uni.unicei.it/ UNI Ente Nazionale Italiano di Unificazione
http://www.sincert.it SINCERT Milano
http://www.efqm.org/ European Foundation for Quality Management
http://www.jcaho.org/ Joint Commission Accreditation Health Care Organizations (USA)
http://www.medeserv.com.au/achs/open/home.htm Australian Council Healthcare Standards
http://www.bmjpg.com/data/qhc.htm Rivista "Quality in Health Care"
http://www3.oup.co.uk/intqhc/ Rivista "International Journal for Quality in Health Care"
http://www.sipsot.it/ Societa' Italiana di Psicologia dei Servizi Ospedalieri e Territoriali
http://www.sivrq.com Società Italiana VRQ
http://www.iso.ch/ ISO International Organization for Standardization
http://www.uni.unicei.it/ UNI Ente Nazionale Italiano di Unificazione
http://www.psychomedia.it/pm/grpind/accrindx1.htm Sezione di Psychomedia sull' accreditamento
http://www.uems.be/ Unione Europea Medici Specialisti (sulla Formazione Continua)
http://www.cop.es/ Colegio Oficial de los Psicòlogos (Spagna)
http://www.bps.org.uk/index.cfm British Psychological Society
http://www.gimbe.org/ Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze
http://www.gma.it/hhm/vrq/modacc.htm Modelli di Accreditamento e Miglioramento Continuo di Qualità (di P.L. Morosini)

Allegato 3:
Glossario

La maggior parte delle definizioni sono riportate dalle seguenti fonti e contrassegnate con le relative sigle:
[a] Agenzia Sanitaria Regione Emilia Romagna, Definizioni e Note per un glossario della Qualità. Nuovo Studio Tecna, Roma 1998
[b] idem: nuova edizione contenuta nella Relazione Annuale 1999 dell'Agenzia Sanitaria Regionale Emilia Romagna
[c] Morosini P., Perraro F., Enciclopedia della Gestione di Qualità in Sanità. Centro Scientifico Editore, Torino, 1999
[d] UNI, Gestione per la qualità ed assicurazione della qualità- termini e definizioni (UNI EN ISO 8402). UNI, Milano, 1995

Accreditamento Processo di valutazione sistematico e periodico svolto da un'agenzia esterna o da un altro organismo, il cui obiettivo è quello di verificare il possesso da parte delle strutture o dei professionisti sanitari di requisiti predeterminati che si ritiene influiscano sulla qualità dell'assistenza. Può essere volontario o obbligatorio.

Tutti i sistemi di accreditamento hanno alcuni elementi costitutivi comuni.
a. In appositi manuali o check-list vengono esplicitati i requisiti per l'accreditamento (spesso chiamati standard), definiti con il consenso di tutti gli attori coinvolti (valutatori, valutati, organismo accreditante); frequentemente tali requisiti derivano da un modello teorico che descrive le caratteristiche della struttura, dell'organizzazione o del funzionamento ritenute "ottimali".
b. La struttura sanitaria interessata all'accreditamento rivolge una domanda formale all'organismo preposto.
c. Il momento metodologico cruciale è costituito da una visita di verifica nel corso della quale viene stabilita l'effettiva corrispondenza delle caratteristiche rispetto ai requisiti. Strumenti della visita sono il controllo della documentazione, l'osservazione diretta e le interviste.
d. I valutatori sono persone qualificate e addestrate ad eseguire visite di verifica.
e. Il prodotto principale della visita è un report in cui il gruppo dei valutatori descrive, in base alle informazioni acquisite durante la visita stessa, in quale misura la struttura soddisfa i requisiti.
f. I servizi che vogliono essere accreditati, prima della visita svolgono un lavoro preparatorio di formazione, di miglioramento e di sviluppo organizzativo per adeguarsi ai requisiti e per mantenere i livelli raggiunti. Spesso la visita è preceduta da una autovalutazione della struttura.
Accreditamento (nell'ambito delle norme ISO) 1. Gli enti di certificazione per potersi proporre come verificatori dei requisiti previsti dalle norme ISO debbono essere accreditati come idonei da un ente sovraordinato (per l'Italia il Sincert). [a]
2. I laboratori che provano materiali e tecnologie secondo la normativa internazionale debbono essere accreditati a farlo, si applicano ad essi le norme della serie ISO 45000. [a]
Accreditamento all'eccellenza Modo retorico per denominare l'accreditamento professionale (vd.). [c]
Accreditamento dei professionisti Forma di accreditamento (vd.) introdotta in Italia dal D.Lgs. 229/1999 (art. 8 quater), i cui dettagli di applicazione rimangono da definire; sarà obbligatorio per il personale delle strutture sanitarie accreditate e per il finanziamento delle prestazioni da parte dei fondi sanitari integrativi.
Accreditamento delle strutture formative L'accreditamento dei professionisti (vd.) prevede che ogni professionista consegua nel corso della propria carriera professionale dei "crediti formativi" che potranno essere attribuiti solo da strutture formative accreditate a loro volta. Della definizione dei requisiti e del processo di accreditamento delle strutture formative è stata incaricata una Commissione Nazionale insediata in base all'art. 16-ter del D.Lgs. 229/1999.
Accreditamento delle strutture sanitarie Forma di accreditamento (vd.) focalizzata sulla verifica degli aspetti strutturali, tecnologici e organizzativi; introdotta in Italia con il D.Lgs. 502/92 (art. 8 comma 7) e definita nei dettagli dal DPR 14.1.97; obbligatoria per il finanziamento da parte del Fondo Sanitario Nazionale. Le strutture, prima di ottenere l'accreditamento istituzionale, devono aver conseguito l'autorizzazione (vd.).
Accreditamento fra Pari Metodologia tipica dell'accreditamento professionale (vd.), si tratta di programmi di scambi di visite di consulenza reciproca, sulla base di manuali di accreditamento sviluppati da società scientifiche o gruppi di professionisti. [c]
Accreditamento istituzionale Sinonimo di "Accreditamento obbligatorio delle strutture sanitarie" (vd.) italiane, che vogliano essere finanziate dal Fondo Sanitario Nazionale. Il termine viene introdotto dal D.Lgs. 229/1999 (art. 8 quater). Al momento non è definita la applicazione dell'accreditamento istituzionale anche ai singoli professionisti (vd.)
Accreditamento professionale Forma di accreditamento (vd.) volontaria ed autogestita, promossa da gruppi professionali e da società scientifiche, per lo più limitato allo specifico settore di interesse; si realizza tramite visite di consulenza reciproca fra pari. [a,c]
Aggiornamento professionale Acquisizione di abilità coerenti con l'evoluzione tecnica, scientifica e organizzativa, in una parola "professionale". Attraverso l'aggiornamento il professionista adegua le proprie "competenze", in genere sviluppando la dimensione tecnica della professione. [a]
Il D. Lgs. 229/1999 definisce nell'art. 16 bis l'aggiornamento professionale come "attività successiva al corso di diploma, laurea, specializzazione…, diretta ad adeguare per tutto l'arco della vita professionale le conoscenze professionali".
Appropriatezza Condizione che si realizza quando al paziente "giusto" viene reso il servizio giusto, al momento giusto e nella giusta quantità. Il consumo di risorse collegato all'erogazione di un servizio può risultare inappropriato per diversi motivi: perché viene resa una prestazione non efficace; perché non viene resa una prestazione efficace; perché la prestazione, pur efficace, viene resa in quantità non adeguata alle necessità della persona; perché la prestazione viene resa ad un livello assistenziale superiore o inferiore alla necessità della persona. [b]
Audit clinico Analisi critica e sistematica della qualità della assistenza medica (o sanitaria) che include le procedure utilizzate per la diagnosi e il trattamento, l'uso delle risorse, gli outcome risultanti e la qualità di vita per i pazienti (definizione Brit. Govern. 1985).
Molto usata nel Regno Unito come strumento per il monitoraggio di standard professionali (tecnici e relazionali) nella erogazione delle cure.
Medical audit : valutazione di parte medica di aspetti assistenziali.
Clinical audit : valutazione multidisciplinare (medico, infermiere, tecnico) di aspetti assistenziali.
Professional audit : valutazione degli elementi che dipendono dalla attività di professionisti sanitari non medici.
Service audit : valutazione complessiva del servizio erogato.
La parola audit viene utilizzata anche in altri contesti (vedi audit della qualità). [a]
Audit della Qualità Esame sistematico e indipendente mirato a stabilire se le attività svolte per la qualità e i risultati ottenuti sono in accordo con quanto stabilito e se quanto stabilito viene attuato efficacemente e risulta idoneo al conseguimento degli obiettivi.
1) uno degli scopi della verifica ispettiva della qualità è quello di valutare l'esigenza di azioni correttive o miglioramenti; tale verifica non va confusa con le attività di sorveglianza e collaudo effettuate per controllare un processo e accettare un prodotto ;
2) gli audit della qualità si possono effettuare per esigenze interne o esterne ; vengono eseguiti da personale non coinvolto nei settori oggetto di verifica (da UNI ISO 8402: 1995).
Si distinguono audit di processo, di prodotto, di sistema. [a]
Autorizzazione Si definisce "autorizzazione" un atto giuridico che ha la natura della rimozione di un divieto. Si realizza mediante la verifica del possesso, da parte di chi la richiede, di requisiti pre-dichiarati e oggettivamente posseduti. L'atto di coordinamento e di indirizzo di cui all'art.8 comma 4 del D.Lgs. 502/92 fissa i necessari "requisiti minimi" di natura strutturale, tecnologica e organizzativa per l'esercizio delle attività sanitarie (DPR 14.1.97) .
Nella relazione alla Legge Regionale dell'Emilia-Romagna n.34/98 "per autorizzazione si intende il provvedimento amministrativo che rende lecito l'esercizio dell'attività sanitaria da parte di qualsiasi soggetto pubblico e privato in possesso di requisiti minimi prestabiliti e verificati". [a]
Il D.Lgs. 229/1999 distingue inoltre fra "autorizzazione alla realizzazione" di nuove strutture e di "autorizzazione all'esercizio".
Certificazione 1. In molti paesi anglosassoni o di lingua spagnola, "certification" è sinonimo con l'autorizzazione all'esercizio dell'attività professionale medica (esame di stato).
2. Certificazione di Sistemi Qualità (vd.)
3. Certificazione di Prodotti (vd.)
Certificazione di Prodotti La certificazione di prodotto è l'operazione intesa ad assicurare, con un adeguato livello di confidenza, la conformità dei prodotti (e servizi) ai requisiti stabiliti da Regole Tecniche (certificazione obbligatoria) e/o Norme Tecniche (certificazione volontaria), tramite procedimenti tecnici (Schemi di Certificazione) che consistono in opportune combinazioni di procedure elementari ("Moduli") selezionate in funzione delle caratteristiche dell'oggetto della certificazione stessa.
Certificazione di Sistemi Qualità Atto formale attraverso il quale viene riconosciuta ad una organizzazione che ha predisposto attività pianificate e documentate per garantire i propri prodotti/servizi secondo certi standard. Il riconoscimento è rilasciato da un ente terzo, accreditato (vd.) nazionalmente o internazionalmente. Il modello di riferimento è rappresentato dalle norme ISO 9000 (vd.). [a]
Evidence Based Healthcare (EBHC) Evidence-Based Health Care (EBHC) è un approccio scientifico alla organizzazione dell'assistenza sanitaria dove "all decisions that affect the care of patients are taken with due weight accorded to all valid, relevant information"
Evidence Based Medicine
(EBM) Tradotto in italiano come "medicina basata sulle evidenze" o "medicina basata sulle prove di efficacia".
Assistenza al singolo paziente definita sulla base della migliore integrazione possibile fra prove di efficacia, esperienza clinica degli operatori, preferenze del paziente stesso. L'approccio si basa sulla capacità di reperire e valutare criticamente le informazioni scientifiche e di valutarne l'applicabilità al singolo paziente e al contesto operativo in cui il professionista opera. [a]
La EBM costituisce un nuovo approccio all'assistenza sanitaria dove "le decisioni cliniche risultano dall'integrazione tra l'esperienza del medico e l'utilizzo delle migliori evidenze scientifiche disponibili, relativamente all'accuratezza dei tests diagnostici .., alla potenza dei fattori prognostici, all'efficacia/sicurezza dei trattamenti preventivi, terapeutici e riabilitativi". In altre parole la EBM è un processo di autoapprendimento in cui l'assistenza al paziente individuale stimola la ricerca dalla letteratura biomedica di informazioni clinicamente rilevanti, diagnostiche, prognostiche, terapeutiche o relative ad altri aspetti della pratica clinica.
Evidenza oggettiva Informazione la cui veridicità può essere dimostrata sulla base di fatti acquisiti a seguito di osservazioni, misurazioni, prove o altri nessi. [b]
Formazione continua Il D. Lgs. 229/1999 indica nell'art. 16 bis che la formazione continua consiste "in attività di qualificazione specifica per i diversi profili professionali, attraverso partecipazione a corsi, convegni, seminari, organizzati da istituzioni pubbliche o private accreditate… nonché soggiorni di studio e la partecipazione a studi clinici controllati e ad attività di ricerca, di sperimentazione e di sviluppo."
Formazione permanente Il D. Lgs. 229/1999 indica nell'art. 16 bis che la formazione permanente comprende "le attività finalizzate a migliorare le competenze e le abilità cliniche, tecniche e manageriali e i comportamenti degli operatori sanitari al progresso scientifico e tecnologico con l'obiettivo di garantire efficacia, apprpriatezza, sicurezza ed efficienza alla assistenza prestata dal SSN."
Garanzia della Qualità L'insieme delle azioni pianificate e sistematiche necessarie a dare adeguata confidenza che un prodotto o servizio soddisfi determinati requisiti di qualità. [b]
ISO International Organization for Standardization; è una federazione di enti di standardizzazione di 130 paesi, con sede a Ginevra, organizzazione non governativa fondata nel 1947.
ISO 9000 Più correttamente UNI EN ISO 9000.
A partire dal 1978 in Gran Bretagna viene applicata una norma volontaria, il British Standard 5750, per la certificazione in vari settori merceologici. La norma si basa su un sistema di controlli esterni per garantire il rispetto di determinati parametri di qualità e sicurezza, sotto la supervisione del British Standard Institute. Proprio prendendo spunto dal BS 5750, l'ISO ha diffuso nell'87 cinque regole tecniche, le ISO serie 9000, adottate da tutte le nazioni del mondo che aderiscono all'ISO stessa.
Pubblicate in prima edizione nel 1987 ed aggiornate in successive edizioni, le ISO serie 9000 sono state elaborate allo scopo di definire criteri e requisiti organizzativi e gestionali per la realizzazione di un sistema aziendale per la qualità, focalizzato non su requisiti di prodotto bensì di processo per la realizzazione del prodotto. Tali norme rappresentano pertanto un punto di riferimento univoco per la disciplina dei rapporti di fornitura di prodotti e servizi e per la valutazione del sistema qualità (delle aziende, fino a quel momento affidate all'iniziativa del cliente). Tuttavia la scelta da parte di un'azienda o di un ente di attenersi alle prescrizioni delle ISO serie 9000 rimane del tutto volontaria.
ISO 9001 Più correttamente, UNI EN ISO 9001.
Norma della famiglia ISO 9000, riguarda "Sistemi Qualità. Modello per l'assicurazione della qualità nella progettazione, sviluppo, fabbricazione, installazione ed assistenza." La versione attualmente applicata è quella del 1994 (UNI EN ISO 9001:1994), è in via di perfezionamento una versione nuova (UNI EN ISO 9001:2000), denominata anche "ISO VISION 2000".
Linee guida (in ambito ISO) Strumenti di indirizzo e supporto operativo per lo sviluppo e l'adozione di un Sistema Qualità.
Guide nate per favorire la comprensione e l'applicazione delle norme sulla qualità nei singoli settori di attività economica.
Linee guida cliniche Raccomandazioni di comportamento clinico, elaborate mediante un processo sistematico, con lo scopo di assistere medici e pazienti nel decidere quali siano le modalità assistenziali più appropriate in specifiche situazioni cliniche. (Am.Inst. of Medicine) [c]
Organizzazione Società, impresa, gruppo o loro parte (statutariamente autonoma o meno) pubblica o privata, con autonomia funzionale e amministrativa (ISO). [d]
Peer review Revisione tra colleghi o pari. Tecnica di valutazione e miglioramento della qualità della erogazione delle cure. I valutatori e coloro la cui attività viene valutata appartengono alla stessa professione; vengono utilizzati criteri accettabili per la professione con l'intenzione di promuovere, attraverso la valutazione, la qualità delle cure erogate. [a]
Percorsi clinico assistenziali Piani che disegnano gli step fondamentali nella assistenza di pazienti affetti da specifiche condizioni cliniche e descrivono i risultati attesi. [b]
Procedura Termine che nel sistema ISO (vd) indica un documento scritto secondo reole definite che ha lo scopo di facilitare l'uniformità di comportamento da parte di operatori diversi, di rendere più difficili variazioni di comportamento non giustificate e quindi di prevenire errori. [c]
Una procedura comprende il titolo, il codice di archiviazione, lo scopo di ciò che deve essere fatto, cosa occorre fare (le responsabilità), quando e dove deve essere fatto, con quali materiali e strumenti, quali documenti devono essere compilati, come si deve monitorare (verificare) ciò che viene fatto, i nomi dei responsabili della stesura e dell'approvazione e la data di compilazione o di aggiornamento.
Protocollo Schema predefinito, localmente concordato, di comportamento ottimale come dato di partenza per attività cliniche (o operative). Dà conto delle ragioni, vincoli, obiettivi delle attività in oggetto. [a]
Qualità Insieme delle proprietà e delle caratteristiche di un prodotto e/o di un servizio che gli conferiscono la capacità di soddisfare i bisogni espliciti e impliciti del cliente/fruitore. [b]
Requisiti minimi I requisiti che il DPR 14.1.1997 definisce per l'autorizzazione a funzionare (vd.) delle strutture sanitarie. Sulla base di questi requisiti le Regioni sono chiamate a sviluppare i requisiti di accreditamento istituzionale.
Requisiti specifici Fanno parte dei Requisiti ulteriori (vd.), sono differenziati per tipologia di struttura o branca specialistica.
Requisiti ulteriori Requisiti definiti dalle Regioni per l'accreditamento delle strutture (vd.) che siano già in possesso dei requisiti minimi (vd.) per l'autorizzazione (vd.).
Requisito Caratteristica necessaria e richiesta affinchè un prodotto/servizio risponda allo scopo. [a]
"Requisiti" come termine dell'accreditamento indicano cose che devono essere presenti o eesere state fatte. Talvolta, i requisiti di accreditamento vengono anche chiamati "standard". [c]
Sistema Qualità Insieme di responsabilità, struttura organizzativa, procedure, attività, capacità, risorse, che mira a garantire che processi, prodotti, servizi soddisfino bisogni e aspettative dei clienti/fruitori al minor costo. [d]