Alla cortese attenzione

                                 del Prof. Labruna, Presidente del Consiglio Universitario Nazionale

                                 del Prof. Cuccurullo, Presidente II Sez. Consiglio Superiore di Sanitą

                                 del Prof. Violani, Coordinatore Comitato d’Area 11 del Consiglio Universitario Nazionale

 

 

                                 p.c.           

                                 Al Dr. Mastrocola, Direttore Generale Professioni Sanitarie

                                 Al Prof. Vallar, Presidente CPFP

                                 Al Prof. Salvini, Presidente Collegio dei Professori Universitari e dei 

                                 Ricercatori di Psicologia Clinica delle Universitą Italiane

                                 Al Dott. Sardi, Presidente dell’Ordine Nazionale Psicologi

                                 Al Dott. Sellini, Segretario Generale OO.SS.AUPI

 

 

Il Direttivo della Societą Italiana di Psicologia Clinica e Psicoterapia, formato dai dottori Riccardo Telleschi, Presidente; Gioia Gorla, Vicepresidente; Lucia Santoro, Segretario; Franco Ferri, Tesoriere; Maria Assunta Vicini, consigliere,

 

- a conoscenza del documento inviato alla Commissione MIUR per il riordino delle Scuole di Specializzazione di Area Psicologica dalla Conferenza dei Presidi delle Facoltą di Psicologia;

 

- avendo appreso che il progetto di riordinamento delle Scuole di Specializzazione attivate presso le Facoltą di Medicina e Chirurgia prevede la definitiva allocazione delle Scuole di Specializzazione in Psicologia Clinica presso le suddette Facoltą, e precisamente il loro inserimento nel gruppo “Neuroscienze e scienze cliniche del comportamento" per cui contemporaneamente tali Scuole verrebbero definitivamente sottratte alle Facoltą di Psicologia;

 

- tenuto conto che il collocare una Specializzazione presso una facoltą o un'altra rispecchia la storia, l'epistemologia, i metodi e l’oggetto d’indagine di una disciplina

 

chiede

 

di conoscere su quali fondamenti storici, teorici, epistemologici, metodologici e, conseguentemente, normativi si giustifichi la collocazione della Scuola in oggetto presso le facoltą di Medicina, con una decisione che disconosce l'autonomia scientifica della Psicologia Clinica e l’autonomia professionale degli psicologi e dei docenti universitari delle Facoltą di Psicologia.

 PiĚ in specifico chiede che venga chiarito

- quale comunanza esiste tra le finalitą d'indagine della Psicologia Clinica e quelle della Medicina? La Psicologia Clinica ha sempre mirato ad accrescere la comprensione del funzionamento psicologico dell’individuo in diversi contesti e a promuoverne il miglioramento. Ovvero “la diagnosi dei diversi livelli evolutivi e delle differenti organizzazioni intra ed interpersonali” (M. Lang, Presentazione della Collana” Psicologia Clinica”, F. Angeli ed.)

 La Medicina ha sempre mirato ad accrescere la comprensione delle malattie per curarle.

 

- quale comunanza si sostiene tra l’epistemologia e il metodo clinico della Psicologia Clinica e l’epistemologia ed il metodo clinico della Medicina. L’epistemologia ed il metodo cui fa riferimento la Psicologia Clinica sono caratterizzati: a) da un approccio basato sul rapporto interpersonale;  b) dal principio dell’insopprimibilitą del ruolo dell’osservatore all’interno del procedimento di osservazione, da cui scaturisce che la relazione stessa Ź oggetto di osservazione; c)da un metodo clinico specifico. Come si legge in uno dei piĚ autorevoli testi di Storia della Psicologia, Clinica: “ in psicologia Ź possibile designare con tale metodo un atteggiamento conoscitivo mirato alla raccolta sistematica di dati riguardanti i fenomeni psichici relativi a singoli individui visti nel proprio contesto naturale; questa prospettiva metodologica fornisce elementi per la costruzione di un quadro generale del funzionamento psicologico…,per formulare ipotesi interpretative dello sviluppo, per comprenderne la processualitą e per intervenire al fine del suo pieno ripristino”(J.Reisman, Storia della psicologia clinica, Cortina, Milano 1999)

 

            Il Direttivo della SIPCP non ignora che in questi ultimi anni, sui mass media specializzati, sono apparse varie giustificazioni della collocazione della Psicologia Clinica presso le Facoltą di Medicina, che ritiene, perė, non corrette.

 Ne vengono riportate qui di seguito alcune, a cui viene fatto seguire un breve commento:

1.     -“..solo da pochi anni – quando gruppi di medici specialisti si sono riuniti in societą- questa disciplina ha assunto maggiore visibilitą…La psicologia clinica comparve in Italia per la prima volta in un congresso organizzato da Padre Agostino Gemelli nel 1952. Questa psicologia si proponeva…di essere una psicologia al letto del malato…La psicologia Ź stata influenzata dalla medicina …Forte dei bisogni di cura psicologica nasceva nel 1949 la prima scuola di formazione presso l’Universitą Cattolica di Milano per volontą di Padre A. Gemelli” (L. Bignamini, C. A. Clerici , Largo agli psicologi doc nelle corsie degli ospedali, articolo pubblicato su Il Sole24ore Sanitą n.3 del 2002)

       Commento: quando si fa risalire la nascita della psicologia clinica in Italia all’apertura della Scuola di Padre Agostino Gemelli si utilizza l’argomento del "ricorso all’autoritą" in modo erroneo, giacché la psicologia clinica patrocinata da Gemelli era una testistica (o, come si diceva allora, una psicotecnica).E si dimentica, inoltre, che gią nel 1936 Gemelli aveva auspicato che la psicologia clinica “ potesse contribuire allo sviluppo della ricchezza e della potenza nazionale, come Ź desiderio degli psicologi italiani” (citato in Cosmacini, Gemelli. Machiavelli di Dio, Rizzoli, 1985)

 

2.     -“Sembra ora svilupparsi una “psicologia clinica” per la cura della malattia mentale, o meglio per i disturbi dell’anima” (”(L.Petruccioli, Partecipazione della SIPCM al Congresso SOPSI 2003,Le molte anime delle Scienze psichiatriche: tra Psichiatria e Psicologia Clinica, pubblicato sul sito www.ps)

    Commento: Come anche sottolineava uno dei padri della psicologia italiana, Cesare Musatti, “La psicologia clinica Ź essenzialmente psicologia, cioŹ analisi dei problemi della vita interiore...effettuata con il metodo clinico...Il metodo clinico, in psicologia non Ź…necessariamente legato alla patologia”. La patologia di funzionamento di cui si occupa la psicologia clinica non Ź equivalente necessariamente a “patologia psichiatrica”.In altri termini, l’occuparsi di patologia Ź solo una declinazione particolare dello studio proprio della psicologia clinica. Questo concetto Ź ribadito in una recente pubblicazione italiana: “L’identificazione del campo d’indagine[della psicologia clinica]nei disturbi psichici e del suo scopo nella diagnosi e terapia…(il modello medico)…non Ź in grado di fotografare ciė che in realtą compie lo psicologo clinico”(O. Codispoti, P. Bastianoni, Che cos’Ź la psicologia clinica, Carocci, Roma, 2001). Si pensi, ad esempio, al lavoro con i pazienti degli ospedali, che sono in crisi nella gestione del disturbo somatico, ma non per questo “malati di mente" oppure al lavoro dello psicologo nelle organizzazioni e nei gruppi, sia per correggerne il malfunzionamento che per promuoverne il benessere.          

3.     -“Osserviamo il tentativo di negare che la psicologia clinica sia la disciplina e la professione che forma specialisti da parte delle facoltą di medicina qualificati a svolgere compiti clinici specifici e diagnostici, di diagnosi differenziali con le patologie medico chirurgiche, di valutazione di situazioni psicopatologiche complesse, di interventi psicoterapeutici…….di psicofarmacologia…di psicologia medica”. (L. Bignamini, C. A. Clerici , Largo agli psicologi doc nelle corsie degli ospedali, articolo pubblicato su Il Sole24ore Sanitą,n.3 del 2002

       Commento: Ź assolutamente singolare che venga data una definizione di una disciplina in termini di “ chi e a che cosa forma” , che Ź una conseguenza di ciė che una disciplina Ź e non il suo essenziale attributo. Inoltre la definizione suindicata allude allo “stereotipo che riconduce la competenza psicologico-clinica esclusivamente ad un’attivitą (diagnostica) terapeutico-riabilitativa del disagio, secondo un modello medico di salute-guarigione”(O. Codispoti, C. Clementel, Psicologia Clinica, III ristampa, Carocci,Roma,2002)     

4.     -“ lo specialista di psicologia clinica, operando ..in un’area sovrapponibile a quella dello psichiatra, lavora anch’egli con strumenti di indagine biologici e strumentali e del disagio psichico”. (L. Bignamini, C. A. Clerici , Largo agli psicologi doc nelle corsie degli ospedali, articolo pubblicato su Il Sole24ore Sanitą,n.3 del 2002)

         Commento: E’ vero che psichiatria e psicologia clinica, quando quest’ultima si occupa di “disturbi”, condividono un’area d’intervento, ma quali sarebbero “gli strumenti d’indagine biologici e strumentali” della tradizione della Psicologia Clinica cui si fa riferimento?

“ Analisi della domanda”, colloqui clinici, tests, restituzione dei risultati: questi sono gli “strumenti d’indagine” di cui la Psicologia Clinica si avvale per giungere ad una “ valutazione clinica” del particolare modo di funzionamento intellettivo e affettivo di un dato soggetto.. L’affermazione, poi, che la formazione biologica del medico lo induca, al pari dello psichiatra, a integrare il modello biologico con quello mentale Ź errata. Qualunque formazione, anche quella psicologica, orientata riduzionisticamente sarebbe d’impedimento alla comprensione dei molteplici aspetti della complessitą umana, che viene ormai universalmente letta secondo il modello bio-psico-sociale fatto proprio dall’OMS. L’integrazione dei diversi punti di vista deve avvenire in primo luogo nella formazione dei professionisti, che deve contemplare anche un’apertura alle altre discipline e successivamente nella pratica, attraverso il confronto con professionisti di altre discipline, in un fecondo scambio all’interno di un gruppo di lavoro.

 

5.     ..sembra proprio che si debba parlare non piĚ di Psichiatria tout court, ma di Scienze psichiatriche che integrano aspetti neurologici, psichiatrici propriamente detti, psicologici clinici, tutti legati come tramite un filo rosso da un metodo clinico: un metodo specificatamente medico che insegna la cura del malato presso il suo letto e/o nel suo luogo di sofferenza”.(L. Petruccioli, Partecipazione della SIPCM al Congresso SOPSI 2003,Le molte anime delle Scienze psichiatriche: tra Psichiatria e Psicologia Clinica)

Commento. Viene qui invocata l’etimologia della parola “clinica” che allude alla pratica del medico greco nel momento in cui la cura della malattia si era emancipata dalla pratica religiosa per caratterizzarsi come un intervento sul corpo del malato che giaceva nel letto ( in greco, kliné).

Nella storia della psicologia il termine clinico allude “allo studio del funzionamento umano attraverso l'osservazione diretta"(F.Wyatt, What is clinical psychology , in A Guiora,M.A. Brandwin, Perspectives in clinical psychology,1968).  Certamente il metodo clinico accomuna “come un filo rosso” diverse branche della medicina e la stessa Psicologia Clinica, ma, non cancella diversitą e specificitą.

 

6.     L’iter universitario…della facoltą di psicologia nel suo indirizzo clinico…definisce un intervento piĚ di indirizzo tecnico, psicodiagnostico e di counseling- che globalmente clinico. Soltanto la specialitą in psicologia clinica…affina le capacitą valutative e di diagnosi differenziale...La provenienza medica puė favorire lo specialista in psicologia clinica, consentendogli di effettuare prescrizioni di farmaci e di avere una maggiore affinitą con i medici di medicina generale o specialisti…Gli psicologi senza specializzazione in psicologia clinica non potranno operare come dirigenti di strutture complesse…” (L.Bignamini, C. A. Clerici , Largo agli psicologi doc nelle corsie degli ospedali, articolo pubblicato su Il Sole24ore Sanitą,n.3 del 2002)

     Commento- Non si comprende su quali fondamenti vengano fatte queste affermazioni, che appaiono, pertanto, specificatamente rivolte ad un disegno di “potere” di una categoria su un’altra, assolutamente evidente quando si sostiene che “ gli psicologi senza specializzazione in psicologia clinica non potranno operare come dirigenti di strutture complesse”.


 

A queste brevi considerazioni di carattere teorico sulla sostanziale differenziazione della Psicologia clinica dall’ambito medico, si aggiungono altre due riflessioni ricavate dalla realtą attuale:

Š       sulla scorta di quanto gią accade in tante strutture del nostro SSN e in altri paesi, come ad es. la Gran Bretagna, la Psicologia Clinica, grazie alla sua lunga tradizione di studio di metodi di ricerca, offre strumenti per a)pianificare, attuare e valutare le attivitą cliniche nei servizi sanitari (audit);  b)costruire metodi di valutazione dell'efficacia degli interventi clinici offerti e strumenti di valutazione della soddisfazione degli utenti; c)contribuire all’individuazione delle variabili del comportamento che diminuiscono “i rischi legati alle pratiche cliniche"; d)progettare ambienti e contesti funzionali alla promozione del benessere; e)individuare i bisogni della popolazione, ai fini di una corretta programmazione sanitaria; f) facilitare climi di lavoro tolleranti, l’abitudine al confronto e motivare al raggiungimento degli obiettivi aziendali; g) infine, per formare il personale, in modo da contribuire al miglioramento della qualitą dei servizi offerti. (S. Longo, La Psicologia Clinica in ambito pubblico: l’esperienza britannica, pubblicato su www.pol-it, e P. Mastrogiovanni, Psicologia e Qualitą  nell’Azienda Sanitaria, pubblicato su www.sipsot.it )

Š       L’attuale condizione degli specializzandi in Psicologia Clinica ha gią creato situazioni abnormi:si consideri, ad esempio, la disparitą tra iscritti psicologi e iscritti medici, questi ultimi con la possibilitą di usufruire di borse di studio, negate agli psicologi. Dunque, professionisti che accedono alla stessa scuola, ma non con pari opportunitą economiche. E’ questo conforme al dettato della Costituzione Italiana?

Inoltre, mentre gli psicologi hanno alle spalle gią un triennio di studio in psicologia clinica i medici nulla sanno e ad essi occorre offrire insegnamenti sui quali, invece, gli psicologi iscritti sono gią competenti. Che cosa impareranno questi ultimi, di nuovo?

E ancora, quanti sono i medici che oggi si iscrivono a tale specializzazione? A giudicare dal numero di borse di studio offerte per l’anno 2004, ci saranno appena venti medici ammessi, in tutta Italia. Sappiamo bene , invece, che i posti per psicologo sono la maggioranza. E’ questo un riconoscimento, a nostro avviso, della congruenza tra la specializzazione in Psicologia Clinica e percorso di laurea in Psicologia di contro al percorso di laurea in Medicina. A riprova di un comprensibile scarso interesse dei giovani medici per questa scuola, si invita ad una verifica del numero di medici che quest’anno si sono iscritti.

Infine, proprio lo scorso 2 marzo c.a., la Sezione VI del Consiglio di Stato ha chiarito che

 

a)in forza delle disposizioni in materia ai laureati in medicina non Ź consentito acquisire specialitą psicologiche diverse dalla psicoterapia;

b)la psicologia clinica rappresenta una specializzazione della psicologia (e non della medicina) e consente anche, ma non solo, l’esercizio della psicoterapia;

c)Ź illegittimo quanto previsto dallo Statuto della Scuola di specializzazione in psicologia clinica, laddove, aprendola anche ai laureati in medicina, si dice che la Scuola rilascia “il titolo di specialista in psicologia clinica che consente l’iscrizione nell’albo degli psicoterapeuti”. (infatti la Scuola, nel rispetto del disposto dell’art. 3 della l. n. 56/1989, se aperta sia agli psicologi sia ai medici, potrebbe rilasciare solo un titolo di specializzazione in psicoterapia)., tratto dal sito www.giustizia-amministrativa.it ,

sentenza 2004000981

 

   In attesa di una cortese risposta di chiarimento, il Presidente della Societą Italiana di Psicologia Clinica e Psicoterapia porge, a nome del Direttivo, distinti saluti

Milano,  2 aprile 2004

 

Dott. Riccardo Telleschi

Presidente della Societą Italiana di Psicologia Clinica e Psicoterapia

Via Pagliano, 37- 20100  Milano