Relatore Dott. Di Ciaccia

 

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Devo dire che c'e' un problema per il borderline in effetti ho visto che gli oratori che mi hanno preceduto hanno una certa linea teorica e probabilmente anche clinica molto unita e molto univoca e va detto che io interverrei a dire delle cose
che non sono esattamente su questa linea.
E le formulerei in questo modo ovvero per Lacan non c'e' borderline, ma per Lacan c'e' un problema per il borderline, quindi non c'e' un problema di struttura, c'e' pero' un problema di clinica.
Egli stesso non esita, per esempio in un suo seminario "Probleme et questions de la psichanalise" di parlare di una persona borderline.
Ora vorrei quindi mettere piuttosto in luce un certo processo che porta Lacan a distanziarsi da una corrente psicanalitica classica e di vedere quali sono poi le soluzioni che lui stesso apporta. In primo luogo anche se Lacan cita qualche volta il termine borderline in francese si usa molto il termine "cas limit", Lacan preferisce invece la parola borderline perche' in realta' ci gioca dicendo che "sont sur le bord de la psychose", e cioe' "sono sul bordo della psicosi".

Gioca sulla parola borderline. Per esporre quello che vorrei dirvi ho preso questo tipo di procedura che in parte e' anche storica e quindi mi permettero' di riprendere delle cose che vi hanno gia' detto pero' con un'angolatura che e' quella di Lacan.
Le dividero' in questo modo: 
c'e' una questione borderline prima di Freud, dopo Freud, con Freud e poi di vedere con Freud come Lacan si situa.
Questo procedimento che prendo e' gia', in se stesso, un procedimento polemico. Lacan utilizza gia' un testo degli "scritti" che si chiama "questione preliminare", dove pone la questione dello psicotico in questo modo : prima di Freud, dopo Freud e arriva alla conclusione che dopo Freud e' come prima di Freud poi, con Freud dal lato del presidente Schreber nel caso della psicosi.
Io analizzero' questo processo cercando di mostrarvi come ci siano dei problemi del dopo Freud, che sono rimasti esattamente come quelli prima di Freud, e di come Lacan prova, tenta, di dare una soluzione.
Allora prima di Freud c'e' gia' una questione del borderline che evidentemente non e' chiamato borderline. Si ritrova nelle due grandi scuole di psichiatria i voga sino alla psicoanalisi, 1) nella psichiatria tedesca dove possiamo trovarlo la schizofrenia latente di Eugen Bleuler (1911), e nella schizzolidia e nella ciclotimia di Ernest Kretschmer, questo dalla parte dei tedeschi; 2) dalla parte dei francesi, che invece sono portati meno alla schematizzazione e piu' a una osservazione clinica, ci sono praticamente due termini che sono la "bouffe˛ delirante" che termina con "restitutio ad integrum".
Quindi dei casi di psicosi improvvisa (a volte anche quella che si chiama il delirio post-partum) che cessa con la "restitutio ad integrum" dopo un certo periodo di tempo. 
Poi c'e' un altro termine, in voga anche questa sera a Milano, ovvero la questione della follia. Il termine "folie" in francese non ricopre unicamente la psicosi anche attualmente si cerca di utilizzare il termine folie in francese , come esattamente coprente la questione del borderline.
Cito l'ultimo libro di A. Green che e' esattamente sulla folie.
Evidentemente anche Lacan si e' situato rispetto a questo termine in questo modo, se voi leggete il testo "A propros de la causalite' psychyque, Lacan parla di follia (folie) senza fare alcuna distinzione se si tratta di, come Lacan diceva "Les isteriques sont folles" senza dire per questo che fossero psicotiche.
Prima di Freud sia la psichiatria tedesca che quella francese conoscono delle strutture, chiamiamole cosi' perche' con questo termine c'e' tutto uno sviluppo che riprendero' e comunque delle classificazioni che non sono classificabili, o che e' difficilissimo classificare.
La terapeutica di quell'epoca probabilmente si risolveva come diceva Breuer ovvero che lui era il padre di tutti i malati e finche' era il padre di tutti i malati tutto andava bene. In piu' la psichiatria mette l'accento sulla fenomenologia del quadro clinico e non tanto sulla terapeutica. 
Si puo dire in effetti che la terapeutica prende sempre un accento freudiano, bisogna che ci sia passato Freud perche' poi si possa parlare di un altro tipo di terapeutica rispetto alla precedente che si puo' dire che era in uso sin dai tempi dei romani fino a Freud.
Passo subito alla questione del dopo Freud. 
E' vero che il termine di borderline e' un termine che e' stato proposto da Stern nel 1938 e quindi e' un termine vivente Freud, pero' in realta' la questione e' veramente post freudiana come noi la leggiamo ora.
Come vi dicevo e' stato Stern a utilizzarlo nella psicoanalisi quarterli per la prima volta e si tratta per lui ne' di nevrosi ne' di psicosi ma di narcisimo, di un problema sul narcisismo, e nota che c'e' un transfert di estrema dipendenza, una idealizzazione di se' e una realta' perturbata. 
Voi sapete che l'atto di nascita reale del borderline e' nel 1952 con Robert Knight, che ha pubblicato nel bollettino della Menninger Clinic. Molto importante perche' questa clinica e' la clinica del borderline. 
Il borderline ha nel dopo Freud almeno diverse definizioni: 
- Prima definizione nell'Oxford Dictionary (pubblicato in italiano Astrolabio) si dice "e' un termine inesatto, usato spesso per descrivere un paziente potenzialmente psicotico di solito schizofrenico, ma che non ha ancora rotto con la realta' e poi viene riportato un passaggio di Otto Fenichel che dice che i meccanismi schizofrenici sono diversi da quelli nevrotici. 
Notate questo passaggio di Fenichel che e' interessante, "Non e' affatto vero che la psicosi rappresenti una spece di nevrosi piu' acuta, e' possibile che nella stessa persona si possano incontrare entrambi i tipi di meccanismi. 
Quindi sono meccanismi diversi, pero' possono coincidere nella stessa persona. 
Esistono persone nevrotiche che senza raggiungere una completa psicosi hanno certi tratti psicotici oppure una disposizione ad usare meccanismi schizofrenici non appena trovano una delusione ecc."
Vi ricordo che questo testo e' stato pubblicato nel 1951 prima del testo di Knight. Mentre invece per Stern, voi vedrete che non e' ne' nevrosi, ne' psicosi, narcisimo transfert di estrema dipendenza idealizzazione di se' e realta' perturbata. Knight, che e' quello che inizia, fa un passo avanti e uno indietro. 
Il primo passo avanti lo fa con il primo testo, il caso borderline secondo Knight e' caratterizzato dalla debolezza di certe funzioni egoiche come l'integrazione, la formazione di concetti e il giudizio. Altre funzioni invece si mantengono come l'adattamento alla realta', e questo segna la differenza dallo psicotico. 
L'anno sucessivo ritorna indietro e praticamente ripresenta il borderline come un paziente schizofrenico che chiama "paziente schizofrenico borderline". 
Quindi si va da Fenichel a Stern a Knight, si potrebbe continuare con Greenberg che praticamente accomuna borderline con gli schizoidi e i melanconici, e praticamente la stessa fa cosa l'unico francese che si e' occupato fino ad ora in modo molto importante e cioe' Jean Bergeret.
Tutti questi autori arrivano a dire che non c'e' un'entita' clinica, e' piuttosto un passaggio possibile tra ne' nevrosi e ne' psicosi che possono coincidere in uno stesso individuo accentuando la questine del narcisismo. 
Chi fa rottura invece e' Otto Kernberg. In che senso, perche' per la prima volta il borderline non e' piu' il ripostiglio di tutte le malattie inclassificabili, per Otto Kernberg e' una entita clinica ben definita.
Dopo questa breve introduzione sul dopo Freud, vorrei fare alcune considerazioni:

1) la prima e' che la letteratura sul borderline viene quando si e' esaurita la letteratura sulla psicosi, cioe' viene dopo il congresso di Montreal.
Solo dopo tale congresso sulla psicosi di importanti ci sono Searls degli Stati Uniti e Rosenfeld a Londra. Faccio notare che l'ultimo libro di Rosenfeld e' uscito postumo pubblicato da poco da Boringhieri e e' stato tradotto in "Comunicazione e Interpretazione" quando il vero titolo e' "Impasse et Interpretazione" perche'lui era piuttosto negativo sul lavoro, aveva messo un accento negativo nel titolo e che invece la traduzione italiana ha completamente tolto. 
A meno che "Impasse" non si traduca con comunicazione, da un punto di vista lacaniano la comunicazione e' un Impasse ¤a non credo che alla Boringhieri fossero al corrente.

2) Seconda constatazione, il borderline e' una questione che ci viene dall'America e questo per due motivi. Il viraggio della psicanalisi americana sul versante della medicina e non della psicologia, per leggervi questo viraggio che gia' nel 27 aveva fatto soffrire Freud, leggete la Line analiss˛ dove Freud chiede uno stato che lasci libero il cittadino di fare l'analisi cioe' "Lo metta in guardia ma non gli dica che sia da proibire o no" dice "e' molto meglio scrivere sui pali della luce chi tocca muore piuttosto che mettere quello che feceva scrivere l'Austria ovvero e' proibito assolutamente toccare perche' se voi toccate potete trovere la morte ecc. ecc.".
Quindi c'e' un proibito che Freud dice e' inutile. Freud dice preferisco uno stato come lo stato italiano, probabilmente cone uno stato liberale che intede come gli Stati Uniti, pero' nel post seriptums, dice disgraziatamente la Societa' Psicanalitica Americana ha voluto che per essere analisti bisogna essere medici e non psicologi.
Ora questa questione del borderline viene dall'America, perche' c'e' una psichiatrizzazione della psicanalisi, e i criteri di analizzabilita' sono fatti secondo le strutture. 
Questa e' una questione vecchia dell'IPA. 
Cioe' non a livello della domanda come direbbe Lacan, ma a livello di struttura intesa come personalita', quindi per esempio al tipo di personalita' borderline non conviene la psicanalisi. 
Del resto anche Otto Kernberg dice sempre "Pero' lo vedevo faccia a faccia, non l'ho mai steso sul divano".
Come se l'analisi e' necessariamente quel posto, e non un processo che comprende di piu', che stare steso o seduto .
Terzo elemento, questa interface, psichiatria/psicoanalisi e' un progetto ambizioso della clinica della Mennenger Clinic che e' stata diretta da Wallenstein e non so se e' stato citato il testo piu' famoso sul borderline "The 42 lines in traitment", non credo esiste in italiano, sono i 42 casi seguiti per oltre 35 anni e in questo testo vi e' un repertorio clinico enorme e molto interessante sul funzionamento di questa clinica. 
E' stato il sucessore di Wallenstein che praticamente ha portato al paradigma il borderline e cioe' Otto Kernberg quindi voi vedete che la letterarura sul borderline e' principalmente americana. 
I libri piu' importanti sono stati "Sintomi marginali e narcisismo patologico" di Kernberg; "Narcisismo e analisi del Se'" di Kohux, Kernberg e poi il libro di A. Green "La folie prive˛, psycanalise des cas limites" tradotti in italiano dalla Bornighieri. 
Ora sorge una questione, si tratta di una nuova pratica clinica o di una entita' clinica? 
Prendiamo tre posizioni, (siamo sempre nel dopo Freud).
La prima posizione: il borderline e' definito come una entita' nosologica in cui si mettono i casi inclassificabili, in questo senso il borderline e' sempre esistito, ma non e' sempre stato riconosciuto come tale.
Seconda posizione: il borderline e' definito come una vera entita' clinica che si definisce per esclusione, ne' psicosi ne' nevrosi. La diagnosi e' fatta partire da un arresto dello sviluppo delle funzioni dell'Io, che praticamente e' la diagnosi piu' usata. La terapeutica proviene dal voler allargare l'efficacia clinica della psicoanalisi a dei casi non analizzabili nel senso classico. 
Questo e' un problema di una certa lettura dell'idea e che ci sono dei casi non analizzabili e americana per questo versante psichiatrico preso dalla psicanalisi. 
Gli autori qui' variano a seconda delle tecniche terapeutiche utilizzate. 
Per esempio si utilizza di solito il faccia a faccia, si utilizza il rafforzamento dell'Io, si insiste piu' sull'hic et nuc della relazione terapeutica che rivive il passato.
Questa e' una delle cose che tutti indicano, di non andare nel passato, pittosto una specie di terapia di sostegno, ma per carita' non toccate troppo il passato, quindi non insistere sul transfert come ripetizione, evitare la regressione. 
Qualche volta ci sono delle piccole differenze, esiste un dibattito tra Kernberg e il vice presidente dell'IPA, che praticamente dice che Kernberg fa molto bene, pero' esagera perche' da' degli ordini decisi ai pazienti borderline che li porta ad andare contro la linea data dal proprio analista, mettendo poi in difficolta'
l'analista che non sa piu' cosa fare avendo dato un ordine per esempio bisogna fare cosi' e allora il borderline non lo fa e cosa fa l'analista?
Terza posizione: porta il nome di Kernberg. Pero' qui' accentuero' piu' gli aspetti della teoria di Kernberg. Il borderline qui' e' definito come una entita' il che e' come nella posizione numero due in cui ci sono praticamente tutti gli altri, ma c'e' una variante. In Kernberg si mette l'accento sulla progressione dello sviluppo dell'Io e sui meccanismi di difesa dell'Io. 
Tenete presente che questo progetto di mettere insieme lo sviluppo dell'Io e i meccanismi di difesa dell'Io e'
un progetto di Anna Freud e fu criticato da Lacan nel 1958, in "Direzione della cura" quando dice che scivolera' da una posizione da nobile a una molto meno nobile e cioe' che si decidera' se l'analisi funziona da come finisce il trattamento, cioe' se per esempio una persona vive meglio nel sociale unicamente e non a livello del fantasma.
Riprendiamo Kernberg, propone di articolare in un continum i meccanismi di difesa dell'Io, pero' non facendo ricorso ad una cronologia, perche' questo ha portato ad una certa Impass, ma ad una continuita' strutturale delle reazioni di difesa dell'Io. 
Come fa ad organizzare questo continum, Kernberg isola il fattore negativo che manda in frantumi la coesione dell'Io in ogni punto dello sviluppo.
Fa la lista esaustiva di tutti i meccanismi che hanno in se' il germe della distruzione dell'Io e li cito: 
Il clivaggio, l'idealizzazione primitiva, il rinnegamento, identificazione proiettiva, l'onnipotenza ecc. 
A partire da questa lista di negaitivita' presenti in diversi stati della personalita' a titolo parziale, li riunisce e definisce una nuova categoria: il borderline.
Quando questa lista di negativita' e' tutta presente, noi abbiamo il borderline.
Quindi l'idea di Kernberg era di mettere insieme lo sviluppo dell'Io con i meccanismi di difesa pero' non utilizzando piu'; come aveva fatto A. Freud, il problema della continuita'. 
Cerca di andare al di la' del problema della diacroma e di toccarla a un altro livello. 
C'e' una quasi sincronia della corrente genetista.
Vi leggo qualche passo di Kernberg: "I pazienti borderline hanno un io meglio integrato degli psicotici sotto tutti i punti di vista tranne nel caso di relazioni umane strette. 
Queste relazioni umane strette rende conto di uno scatenamento della psicosi, se ci sono delle relazioni strette o un tipo di transfert stretto c'e' possibilita' di scatenamento della psicosi".Lacan riprendera' questo concetto.
Ancora Kernberg "Il termine organizzazione della personalita' caso al limite piuttosto che stati al limite, o altre denominazioni, descrive piu' esattamente questi pazienti che hanno infatti una organizzazione patologica specifica stabile della personalita'". 
Sottolineo questa parola personalita' che riprenderemo in seguito come strutture e scatenamento della psicosi quando ci sono relazioni strette.
Kernberg si pone due domande: E' possibile una diagnosi differenziale tra tutti i gruppi della personalita'? Non c'e' rischio di rigidita' pericolosa a cercare di fissare la patologia lungo un continum ? 
Kernberg risponde che una diagnosi differenziale e descrittiva e' possibile e che e' possibile sperimentare il paziente lungo un continum secondo la gravita' della patologia della personalita'.
Una volta articolato questo sviluppo dell'Io con i meccanismi di difesa, che ripeto sono l'ultimo grido della versione genitista di A. Freud, vediamo qual'e' lo statuto che Kernberg riserva al sintomo. 
I sintomi che i borderline presentano possono essere analoghi a quelli delle nevrosi e dei disordini caratteriali e, dice, questo "sintomo analogo" ai sintomi delle nevrosi e ai sintomi dei disordini caratteriali emerge con un acurato studio diagnostico che e' un accurato studio della personalita'.
Dunque il paziente si ritrova con una superficie che sembra essere caratterizzata da sintomi nevrotici tipici, ma la diagnosi finale dipende dalla patologia caratteristica dell'Io e non dei fenomeni descritti. 
C'e' quindi una scissione tra sintomo e personalita'. 
Tenete presente che questa personalita' Kernberg la chiama il tipo di patologia del carattere. 
Kernberg va verso la tipologia esiste quindi da un lato il sintomo, dall'altro lato una personalita' che e' caratterizzata con una certa tipologia. 
Per esempio c'e' la personalita' isterica, e la personalita' infantile e la personalita' narisistica ecc.
Ora la cura e' possibile, dunque la prognosi e' data secondo il tipo di personalita' Kernberg rimane sulla linea dell'IPA, per la quale esiste una analizzabilita' o no in funzione della personalita' del soggetto. 
Quindi lui non si sposta di un punto dal resto dell'IPA, quello che pero' accentua e' che il sintomo non e' indice di una struttura, come sara' invece per Freud, il sintomo e' staccato. 
C'e' il sintomo da una parte e una tipologia dall'altra. 
L'analista deve stare attento perche' si puo' trovare con una sintomatologia falsa pseudo nevrotica, mentre invece la personalita' puo' essere psicotica. 
Quindi, portando all'estremo, puo' esserci un soggetto che ha dei sintomi nevrotici, pero' e' psicotico. 
O, al rovescio, uno che ha dei sintomi psicotici, pero' ha una personalita' isterica.
Kernberg insiste anche che quando si fa una diangosi, bisogna non soltanto insistere sulla organizzazione della personalita' caso al limite (borderline) ma, nella diagnosi descrittiva, dovrebbe essere sempre compresa la costellazione predominante di patologia del carattere insieme con la sintomatologia nevrotica prevalente, quindi ci si riporta ad una tipologia. 
Ora lasciamo da parte i sintomi chiamati tipici, e sottolineiamo il meccanismo attraverso cui secondo Kernberg, si verificano degli scatenamenti sorprendenti e stabilizzazioni fortunate. 
Questo Kernberg lo trova aldila' del sintomo e fa' appello a una certa consistenza della personalita' che puo' funzionare come stabilizzatrice nel caso per esempio di un borderline che non e' stabilizzato per niente. 
La soluzione di Kernberg porta all'estremo la follia dell'IPA delle articolazioni tra la funzione del sintomo e la 
funzioni della personalita'. 
C'e' un asse distinto di sviluppo tra il sintomo e la personalita', alcuni dicono che c'e' un'origine distinta, altri dicono che c'e' la stessa origine altri ancora una stessa origine con due linee di sviluppo distinte, oppure due linee di sviluppo interdipendenti. 
Non entro nei diversi autori secondo i punti di vista presi si dara' una definizione del borderline come forma pseudonevrotica della schizofrenia oppure con una nevrosi con meccanismi psicotici oppure, per non compromettersi, si potra' definirlo tramite il narcisimo, visto che e' il punto di icrocio tra nevrosi e psicosi e quindi si va ad insistere sul narcisismo.
Come conclusione di questa posizione di Kernberg:

1) e' un'ultima visione del genitismo di A. Freud, lo sviluppo dell'Io e' concomitante con i meccanismi di difesa che non sono piu' presi dal punto di vista cronologico, ma dal punto di vista strutturale cioe' inteso della personalita';

2) la personalita' e' responsabile della possibile o impossibile cura;

3) il valore del sintomo, che e' unicamente descrittivo;

4) il sintomo non e' collegato con la personalita', ci possono quindi essere, come dicevo prima, personalita' borderline con sintomatoligie nevrotiche, con tutte le varianti che volete.

Quindi il sintomo non serve per la diangosi, quello che serve alla diangosi e' la tipologia della personalita' e, come dice Kernberg anche la prognosi. 
Se c'e' un borderline piu' sul versante isterico, c'e' piu' possibilita' di lavoro che un borderline sul versante narcisistico. 
E' importante diagnosticare con la maggior precisione possibile il tipo di patologia del carattere che il paziente presenta. 
Sono arrivato alla fine del dopo Freud e come vedete ho esposto non ho criticato e possiamo dire che dopo Freud e' esattamente come Freud. 
Tutto sommato anche la psichiatria classica era arrivata a quel punto, c'e' la sintomatologia ci si domanda questa sintomatologia dell'ordine della clinica dello sguardo non della clinica dell'ascolto. 
E anche in Otto Kernberg si ritorna ad una clinica dello sguardo, non a una clinica dell'ascolto. Quindi si constata la sintomatologia del paziente, si cerca di costruire qual'e' la sua personalita' e a partire da questo si fa la diagnosi e quindi la prognosi.
Gia' dei pazienti di Carl Abram potevano essere indicati come borderline. 
Certe nevrosi dello stadio oggettuale che per determinati aspetti sono vicine a quelle narcisitiche. 
Vorrei prendere il caso piu' borderline che esiste e cioe' l'Uomo dei lupi. 
L'uomo dei lupi incontra Freud nel febbraio del 1910 e termina la sua carriera di oggetto per psichiatri, psicanalisti, psicoterapeuti, nel 1979, anno della morte. 
Quindi, se voi mettete che ha iniziato la sua carriera psichiatrica nel 1908, fa quasi settant'anni. 
Ha incominciato la sua carriera psichiatrica nel 1908 incontrando Sian a Berlino e Kraepelin a Monaco. Freud lo vede nel febbraio 1910, fino al 1926 e passa la mano a Ruth Mc Brunswich che lo vede dal '26 al '39, poi c'e Gardiner, e si passa in America, il quale lo vede nel '48, negli ultimi trent'anni, diversi psichiatri e psicanalisti lo vedono Eissler,......., Soltz, e un certo Dr. X, rimasto sconosciuto, interessante che sara' lui a dare la diagnosi di borderline.
Le diagnosi dell'Uomo dei lupi Kraepelin da una diangosi di psicosi maniaco repressiva, Freud nel 1918, da' la diagnosi di nevrosi ossessiva, fobia, isteria tutte tre insieme. Nel 1937 Freud da' la diagnosi di psicosi paranoica, nel 1938 lascia intendere che c'e' qualcosa del feticismo; Ruth Mc Brunswich diagnostica una psicosi paranoica di forma ipocondriaca, Gardiner prudente, ritorna alla nevrosi ossessiva di Freud, Eissler nevrosi ossessiva, Soltz nevrosi ossessiva. Il Dr. X, non identificato, riportato da Gardiner, da' diagnosi di borderline con tendenza all' aeting out. Perche' "l'Uomo dei lupi" faceva problema a Freud. Freud stabilisce un rapporto univoco tra sintomo e nevrosi.
Per esempio ceme fonda l'isteria di Dora? Dal sintomo isterico di conversione; com'e' che fonda la nevrosi ossessiva dell'uomo dei topi, dalle famose ossessioni di cui porta il nome; com'e' che fonda la fobia in Hans, la fonda sulla fobia del cavallo, e per l'uomo dei lupi? 
Qui Freud si trova in difficolta', perche' non trova corrispondenza tra sintomo e nevrosi. 
Cioe' ogni sintomo comporta un elemento atipico per cui Freud non arriva a fondare un'entita' clinica, per Freud ci vuole un sintomo tipico e allora dice il signore e' nevrotico ossessivo; un altro sintomo tipico la signora isterica.
Qui e' esattamente l'opposto della versione di Kernberg, il quale dice che il sintomo, e' da una parte e la diangosi non si fa sul sintomo, ma si fa sull'organizzazione tipologica e caratteriologica. In Freud non e' cosi'. Per Freud ci vuole un sintomo, pero' tipico e quindi il problema si pone quando c'e' qualcosa di atipico. Prendiamo come esempio la fobia, sulla quale Freud si e' dilungato di piu',voi dovete leggere non solo il testo sull'Uomo dei lupi ma anche "l'Inibizione, Sintomo e Angoscia" dei libri dove Freud dialoga con se' stesso.
Nella Rivista La Psicanalisi c'e' un articolo in cui un giovane analista di Parigi (.....) lo sviluppa in lungo e in largo notando come mai sia Freud che Lacan passano da una diangosi di nevrosi a una diagnosi di psicosi, nel caso dell'Uomo dei lupi peri' non di borderline, anche se come dico e' il classico tipo del borderline della psichiatria e della psicoanalisi e della psicoanalisi stessa.
Dunque la fobia e' analizzata come fobia pero' in "L'inibizione del sintomo, e angoscia", Freud compara, mette in parallelo la fobia di Hans e dell'Uomo dei lupi e dice: quella dell'Uomo dei lupi non e' tipica, e' atipica, perche'? 
In primo luogo il sintomo e' sostituzione del padre, sia nel caso dell'Uomo dei lupi, sia in Hans. 
Questo e' un punto molto importante. 
Lacan lo porta al punto piu' elevato: che cosa e' una fobia? 
Cioe' quando un bambino si fa venire una fobia, si fabbrica un significato paterno che finalmente gli fa paura. 
Quindi e' significante di una necessita' estrema. 
Pero' il sintomo e' sostituzione del padre (questo voi lo leggete nel piccolo Hans in maniera molto chiara). Pero' Freud nota che si oppongono (quelle di Hans e' tipica, quella dell'Uomo dei lupi non e' tipica) sull'angoscia. Hans ha l'angoscia di essere morso e Freud nota il morsicare con la castrazione, mentre invece nell'uomo dei lupi e' di essere divorato e Freud lo collega con l'angoscia di morte.
Un altro elemento nella fobia di Hans si tratta di un animale, di un animale nella realta', e nel campo visivo, senza che il piccolo Hans ha il potere, non ha la metrise, la padronanza dell'animale e del campo visivo, cioe': se va per strada, lo puo' incontrare, ed e' per questo che stava attento, pero' ogni tanto ci andava per strada, aveva pur bisogno di vederlo. Mentre invece nell'uomo dei lupi, Freud nota e' semplicemente di carta, e' un'immagine e l'uomo dei lupi puo' immediatamente togliere l'angoscia chiudendo il libro, un altro tipo di metrise. 
Freud e' una persona che notava tutte le cose.
Quindi Lacan nota che c'e' una differenza tra simbolico e immaginario, nel caso del cavallo del piccolo Hans siamo ad un livello simbolico, nell'altro rimaniamo nel campo dell'immaginario. Poi Freud nota la differenza quanto all'inibizione, Hans e' inibito, l'uomo dei lupi no perche' puo' chiudere il libro. 
La conclusione di Freud: per Hans, cio' che ne fa una nevrosi e' unicamente e soltanto la sostituzione del padre mediante il cavallo, questo spostamento origina cio' che a buon diritto puo' essere chiamato un sintomo. 
Qui riprendo che cos'e' sintomo per Freud "opera una sostituzione del padre mediante il cavallo" poi, la tipicita' del caso dell'uomo dei lupi e la tipicita' del caso di Hans. 
Se ci si interroga nella correllazione tra sintomo e padre si vedono ancora delle differenze, tra il padre di Hans che e' correlativo con il campo della realta' cioe' diciamo cosi', in parole semplici che la triangolazione edipica e' normale. Lacan direbbe che c'e' stato "Le nom du pÞre", il nome del padre, cioe' il significante ha funzionato come significante, il soggetto puo' utilizzare il significante per farsi rappresentare come significante.
Mentre invece nel padre dell'Uomo dei lupi, il padre non e' correlativo con il campo della realta' e cioe' la triangolazione edipica e' monca, il soggetto (nel senso della persona l'Uomo dei lupi) rimane fissato a una posizione femminile identificatoria con la madre ma rifiuta di essere castrato dal padre come della madre, e quindi crea una scissione per cui nella posizione fantasmatica e' in posizione femminile, mentre invece nell'io della realta' si comporta come un maschio. 
C'e' una scissione, estremamente importante, se volete che fa saltare in aria la personalita'. 
Da una parte c'e' il soggetto dell'inconscio, che prende una posizione femminile, mentre invece l'io della realta' della vita di tutti i giorni si comporta in un modo assolutamete mascolino, senza nessun problema dal
punto di vista della femminilita'. 
Questo evidentemente ha problemi in Freud.
Ripeto posizione fantasmatica, posizione femminile nella vita reale, per esempio nella vita amorosa, una posizione maschile. 
Analizziamo un altro sintomo, quello ossessivo, vedremo come si ricollegano. Il sintomo ossessivo nel fantasma si mette in posizione femminile, mentre invece nella realta' no.
I sintomi ossessivi vengono a prendere il posto dei sintomi dell'angoscia e della fobia, e mettono fine alle difficolta' di carattere che l'hanno preceduta, nota Freud. Quali sono questi sintomi ossessivi: la ruminazione, i dubbi sul Cristo, le bestemmie, il cerimoniale e rituale di pieta', e il rituale sulla respirazione. Freud nota l'atipicita' dell'uno e dei due, cioe', della ruminazione e dubbi sul Cristo e sulle bestemmie. Perche' sono per Freud atipici? Perche' nell'ossessivo sara' predominante l'ambivalenza nei confronti di colui a cui si indirizzano le bestemmie, cioe' verso l'identificazione paterna, quindi si ha una persona ambivalente, mentre invece Freud nota una scissione: il padre della realta' non e' idealizzato, egli e' il prototipo di tutti gli storpi. 
Quindi non c'e' idealizzazione del padre, dall'altra parte l'Uomo dei lupi si mantiene in posizione femminile fissa nei confronti della figura paterna idealizzata, che pero' non e' il padre, e' Dio.
Cito Freud "un tale atteggiamento verso Dio" (la frase era "cacare su Dio") coincide perfettamente con un impulso che con le parole non ambigue aveva proclamato nel suo sistema delirante il paranoico presidente Schreber. Insiste Freud, da una parte c'e' il padre della realta' non elevato alla dignita' di padre simbolico, (il prototipo di tutti gli storpi), dall'altro c'e' un padre che viene idealizzato, che e' Dio che e' scisso dal padre "suo" (genitore) direbbe Lacan e' padre colui che riconosce il soggetto, e desiderio del soggetto, c'e' questo Dio davanti al quale lui si mette in posizione femminile. 
Ci sarebbero altri elementi come la questione del Cristo, se il Cristo deve sedere una femminnizzazioe del suo fantasma poco chiaro. 
C'e' inoltre il sintomo isterico (disturbi istentinali, diarree, stipsi, dolori intestinali, incotinenza anale, ecc.) e l'Uomo dei lupi dice una frase che Freud nota, era la stessa frase che aveva detto sua madre, cioe': "io non posso vivere cosi'". Freud nota questa lamentela espressione di una identificazione del soggetto con la madre malata di intestino. 
Egli inoltre nota una atipicita' nel senso che nell'Uomo dei lupi coesistono questi sintomi isterici, con dei sintomi ossessivi lato a lato. 
Freud nota che l'Uomo dei lupi, se si identifica al padre, si identifica non in quanto idealizzato, ma al padre degradato, e dall'altra parte rispetto al padre idealizzato, a cui non si identifica, cioe' Dio, si mette in posizione femminile e tutti questi sintomi sia quelli isterici, che ricordano la madre sia quello ossessivo, sia quello della fobia vanno da quell'altro lato.
Come conclusione di questa parte dell'Uomo dei lupi per Freud il sintomo e' strettamente collegato con una posizione soggettiva, mentre in Kernberg il sintomo e' da una parte poi c'e' la scissione con la personalita', in Freud il sintomo indica assolutamente una struttura una posizione soggettiva. 
Quale posizione soggettiva? Freud ne indica tre: nevrosi, psicosi e perversione.
Quindi, tutta la tensione che Freud ha, e' di ritrovare esattamente un parallelismo netto tra sintomo e quello che i lacaniani chiamano struttura.
Struttura invece in Kernberg e' l'Io e l'Es e il Super Io.
Per Lacan la struttura non e' l'Io, l'Es e Super Io, e' invece come Io, Es e Super Io si gioca rispetto all'Edipo quella nevrosi, perversione e psicocosi. 
Cio' che per Freud e' assolutamente inequivocabile e' il parallelismo netto tra sintomo e nevrosi. 
Freud da una definizione gia' estremamente importante del ritorno. Il sintomo per Freud non e' piu' psichiatrico, o psicologico, cioe' non e' indice di una malattia, ma e' una sostituzione. 
Questo e' fondamentale se si esce da qui si esce dalla psico analisi, almeno secondo Lacan, cioe' il sintomo, che Lacan chiama metafora del soggetto, per Freud e' solo per la nevrosi, egli vorrebbe che il sintomo sia metafora del soggetto per tutti e tre, consta che la nevrosi e' cosi'. 
Per gli altri, lo vedremo piu' avanti. 
Quindi il sintomo per Freud non e' piu' dell'ordine del segno (cio' che indica qualcosa per qualcuno), e' dell'ordine, invece, del significante (che rappresenta un soggetto per un altro significante), quindi si articola a un qualcos'altro. Come diceva Freud il sintomo, per esempio della fobia, e' articolato con il padre. Se volete si puo' scrivere in modo lacaniano e mettere per esempio S1--->S2.
Il sintomo e assolutamente collegato con la nevrosi ed e' metafora del soggetto.
Evidentemente Freud non utilizza "Metafora del soggetto", utilizza il termine sostituzione. 
Questa a mio parere e a parere di Lacan, e' la grossa ammissione della psicanalsi, di avere fatto cambiare lo statuto, del sintomo che non e' piu' quello che noi vediamo con la clinica dello sguardo, ma che cosa vuole dire "il sintomo"? 
Gia' quando uno dice che cosa vuol dire, gia' lo mette in posizione di metafora del soggetto.
Che cosa vuole dirmi quando mi dice questo sintomo. Mentre invece Kernberg ritorna Bloiler dicendo, il sintomo e' un sintomo, il sintomo descrive, quindi e' una clinica dello sguardo, non e' una clinica dell'ascolto, cioe' non gli dice nulla come sostituzione di qualcosa d'altro, gli dice semplicemente, come, al limite, indice di una patologia di una personalita'. Ripeto che per me ha ancora problema il fatto che scinde sintomo e personalita' perche' a un certo punto ci si chiede ma la personalita' come la tira fuori? Dal comportamento forse.
Tutta questa problematica Freud la collega con le due topiche. 
C'e' una topica e voi sapete essere l'Inconscio, Conscio, Preconscio.
C'e' una seconda topica l'Io e l'Es e il Super Io, Freud utilizza per questo Io, Es e Super Io il termine struttura, certamente utilizza il termine personalita' (1934). Freud ha un grosso problema: da un lato c'e' il sintomo che indica qual'e' la struttura come indentiamo noi, nevrosi, perversione e psicosi, dall'altro si ritrova "chi e' il soggetto in causa? " cioe' di chi parliamo? 
Dove che capita tutto questo? 
E trova due topiche, una prima e una seconda. 
Il problema e' che gia' Freud quando arriva alla seconda topica, la seconda topica ha un destino, o e' stato preso come un barattolo (?) e non c'e' piu' problema, e' il destino preso da A. Freud, o invece "cosa vuole dire? " Freud dice c'e' un Io; i post-freudiani hanno identificato l'Io con la personalita'. 
Per Freud la personalita' e' tutti e tre, pero' c'e' un Io in parte che non e' conscio. 
Allora gia' dividiamo, c'e' un Io conscio e inconscio. Poi c'e' M. Klein che dice non c'e' il Super Io, questo Super Io della personalita' e' educato dall'Edipo. 
Da una parte vi e' il Super Io dall'altra l'Ideale dell'Io. Del resto si funziona cosi' le analisi con gli adulti nevrotici: c'e' un Super Io potente pero' ideale, idealizzato. 
Cosa scopre la Klein? 
Un Super Io feroce atroce mortifero. 
C'e' un Super Io freudiano e un Super Io Kleiniano.
Pero' c'e' anche un'altra cosa. Freud negli anni '24, '25 arriva a dire che M. Klein ha ragione e non a caso M. Klein tiene alla pulsione di morte, perche' Freud ci ritrova che in questo periodo c'era esattamente quello che lui voleva indicare con la pulsione di morte. 
Poi la discussione tra le due donne M. Klein e A. Freud questo es non puo' essere identificato soltanto all'inconscio, prima di tutto perche' il dato parte dell'inconscio non e' l'Io e poi semplicemente per la clinica, perche' la clinica indica che c'e' qualcosa che insiste nonostante ogni interpretazione, cioe' quello che viene fuori attraverso la relezione terapeutica negativa che Freud scopre ritrovando anche li' il punto centrale della pulsione di morte e cioe' che non gliene importa niente se viene interpretata. 
Si ripete e duramente c'e' una parte dell'Es che e' ben disposto a lasciarsi abbindolare dalle parole e un'altra parte dura. 
Quindi c'e' una parte che non si ripete tramite l'interpretazione e una parte invece che si ripete nonostante tutte le interpretazioni, come l'acqua........(?)
Vi faccio notare, per i lettori di Lacan
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Lacan riprendera questo punto ........................... le pulsioni da questo versante che possono essere interpretate, e dall'altro versante quelle che Freud chiamava il silenzio delle pulsioni.
Privilegia la seconda topica senza questa problematica cerca di creare un impero dell'io e la psicanalsi diventa l'io identificato con un buon comportamento di una persona e questo si ritrova anche nella psicologia
infantile e Lacan ha insistito su questo punto perche' anche nel bambino peche' nelle domande che pone un bambino non c'e' in primo piano una problematica dell'ess, c'e' una problematica di identificazione e semplicemente una mancanza di identificazione che noi diremo mancanza di significanti che permette al bambino di costituirsi come un io che gli fa difetto e che per esempio lo ritrova incontrando un terapeuta. Quindi l'accetttuazione data da A.
Freud si giustifica ma sotto il punto di vista teorico, soprattutto dal punto di vista della psicanalisi.
C'e' invece un'altra versione che e' quella di Lacan, la quale rispetto a Freud e' che Lacan prende Freud come una isterico cioe' dice l'inconscio non sa quel che dice, e quindi ogni volta che Freud dice un qualcosa soprattutto nella clinica perche' insiste sul versante di come Freud operava ........... distinzioni eccetera, lo prende come un fatto da cui bisogna venir fuori come tale cioe' non togliendo qualche cosa, vuole dire che c'e' un problema da risolvere.
Ora riprendiamo un pochino Lacan su alcuni punti, primo sul termine personalita', secondo sul termine struttura poi sul termine del sintomo.
La personalita' Lacan e' l'autore che ha cominciato con il termine personalita' la sua tesi porta il titolo del soggetto personalita' paranoica, quindi utilizza il termine personalita' negli anni successivi (anni 38) utilizza anche il termine individuo nel famoso testo sulla famiglia, complessi familiari nella costituzione dell'individuo, termine che poi Lacan non usa piu'. 
Ma Lacan cerca di riferire quali sono non di fare una sintesi ma di ritrovare quali sono gli elementi all'interno di questa personalita', evidentementemente il termine personalita' Lacan lo prende negli anni '30 perche' era un termine che indicava comprensione andava verso il senso ed era periodo in cui Lacan era legato a Jaspers e quindi si opponeva un certo tipo di organicismo nel caso della psicosi poi il primo passaggio che fa Lacan distingue che quando Freud parla di Io si tratta di 2 Io, un conto e' l'Io dul versante immaginario e una altro e' l'Io sul versante simbolico quindi quando noi diciamo "les joeux du ......" i francesi hanno la fortuna di utilizza joeux sempre come soggetto e non sempre come complemento, invece noi in italiano no, per esempio noi diciamo "io sono", invece in francese si direbbe "io sono me", e Lacan indica che quando uno dice "io sono io" e' esattamente come uno delle tribu' australiane dice io sono un pappagallo cioe' "io" e' una posizione di soggetto della frase che poi si indica come oggetto notate che gia' Freud quando parla della personalita' indica questa posizione oggettuale che ha l'io, pero' non riesce a scinderla. 
Com'e' che Lacan invece la fa questa scissione? Lo fa utilizzando tra l'altro Hegel che dice un conto e' l'Io immaginario e un conto e' quello simbolico. 
L'Io immaginario e' una costruzione che noi facciamo nella vita mettendo insieme un "bric ţ brac immaginaire" e cioe' una costruzione sovrapposta non armonica, ma di cose un po' capitano, per esempio i canadesi quando vanno a vedere Roma, che non capiscono perche' le strade non sono diritte oppure perche' sopra una casa c'e' un'altra casa ecc.
Mentre invece la posizione simbolica e' una posizione dove si enuncia la posizione del soggetto, dove si parte, poi successivamente Lacan distingue ancora all'interno dell'io pero' qui va gia' sul versante dell'ess del superio che c'e' una parte del soggetto che non entra a livello del significante cioe' non si riesce a farla rappresentare, questo e quello che lui chiama l'essere del soggetto che e' quindi differente dalla personale dell'io, se volete la sua scrittura del fantasma e' esattamente la correlazione tra la posizione simbolica del soggetto correlata con quella che si chiama la parte reale del soggetto, quindi il suo essere soggetto.
Evidentemente questo fantasma e' coperto da un fantasma immaginario che e' quello che permette per esempio di godere quando uno gode. 
Cioe' nell'uomo stranamente non e' che uno gode solo quando uno fa all'amore si gode con una costruzione fantasmatica. 
Negli ultimi tempi Lacan ha riutilizzato il termine persona che indica praticamente l'Io immaginario piu' l'Io simbolico piu' l'Io reale, cioe' anche con punte di godimento, questa e' la frase che indica Lacan, generalmente nella traslogia lacaniana quando si utilizza il soggetto si indica semplicemente la parte simbolica. 
Per esempio per riprendere l'uomo dei lupi per Lacan e' chiaro che l'uomo dei lupi il soggetto dell'inconscio e' in posizione femminile quindi il fantasma e' in posizione femminile mentre invece l'Io reale quindi l'Io nell'immaginario della vita reale, e' nelle sue costruzioni di "bric a brac immaginario" e' nella parte maschile.
Che cosa si intende per struttura, secondo Lacan bisogna prendere come struttura in Freud la nevrosi la perversione e la psicosi, mentre invece nel post-freudiano io less e superio, sebbene Freud a volte indica o utilizza il termine struttura che puo' essere riportato a questo .... credo che si possa dire che Lacan aveva ragione perche' cio' che cerca Freud e' di trovare che cosa causa la nevrosi la psicosi e la perversione non e' che Freud si donmanda che cosa io less e il superio si domamda a livello di posizione soggettiva come mai che una personalita' si ritrova in una nevrosi, psicosi, o perversione. 
Freud cerca una causa, una causa inequivocabile che quindi sara' legata ad un sintomo cioe' il sintomo sara' un effetto di questa causa. 
Come voi sapete Freud la trova per ogni uomo e la chiama ......... cioe' rimozione, dal testo di Freud Lacan arriva a articolare altre due cause sia della psicosi sia della perversione. Come voi forse saprete lo si trova proprio nell'uomo dei lupi il termine di Lacan e cioe' eclusione.
In seguito a questa lettura ci sono tre cause per la nevrosi la psicosi e la perversione, per Lacan non c'e' continuita' possibile tra nevrosi psicosi e perversione, sono tre cause diverse e ci sono tre possibilita' di scelta; tre scelte soggettive, che Lacan definisce come una insondabile decisione dell'essere.
L'ipotesi di Lacan e' che c'e' una posizione originaria del soggetto....................................................
.....li c'e' una possibilita' e c'e' una spece di rigetto che non e' il rigetto della rimozione e' un rigetto che si ritrova in Freud, ......
C'e' un certo rigetto che non l'uomo dei lupi fa rispetto a questo programma primordiale che e' stato tradotto in italiano e che egli respinse e si attenne alla teoria del corpo ...... e la castrazione quando lui lo respinse dice Freud il significato piu' immedianto dell'espressione e' che non ne voglio sapere affatto e cioe' la rimosse, il termine tradotto letteralmente e' se ha detto che egli la spinse allora il significato prossimo di questa espressione e che egli non vuole saperne nulla nel senso della rimozione e Freud utilizza questo verbo (che e' un tipo di rigetto) che e' un rigetto nel testo di Freud che non e' rimozione e' un rigetto totale del significante come tale piazza pulita. 
Questo rigetto Freud lo chiama ............... come vedete non e' un termine frudiano pero' Lacan lo tira fuori da Freud. Quando c'e' invece ...... e non la conclusion mond du pere, vuole dire che il soggetto puo' utilizzare il significante per farsi significare vuole dire che non c'e' il rifiuto totale del campo della significazione come tale. 
Come quando ci sono dei bambini psicotici al telefono che dicono "chi e' al telefono?" "sono io" "chi io?" "Io", cioe' c'e' ad un certo punto questo Io che e' uno schifter cioe' io posso usarlo pero' se lei lo usa io non e' che mi offendo, non e' che dico lei usa io e allora Io come faccio? 
Ognuno di noi puo' usare lo schifter perche' indica unicamente il posto del locutore, lo psicotico oggettivizza l'Io, puo' diventare geloso che qualcun'altro usi Io e questo molte volte ai bambini psicotici viene sull'altro versante quando dicono "ma come sono io " non gli viene in mente di dare almeno il loro nome.
La cosa non e' uguale quando si telefonano moglie e marito perche' si fa usare come significante il tono della voce cioe' l'altro risponde come non mi riconosci cioe' il mio tono di voce viene ad essere il significante, anche se basta che qualcuno abbia piu' persone che gli telefonano che si trova in difficolta'. 
Questo era un banale esempio di come in determinati casi non ci si puo' permettere l'utilizzo dello schifter e quindi nel caso dell....... uno utilizza il significante per farsi rappresentare. Quindi se il soggetto non e' psicotico c'e' la possibilita' di farsi rappresentare e si utilizza il significante per farsi rappresentare presso un altro significante, tramite lo spostamento e comunicazione. Quando uno arriva a dire chi e', non arriva mai a dire l'essere del soggetto o l'essere soggetto e' silenzio o e' un dato significante e i significanti piu' semplici sono il padre e la madre oppure sono dei dati il nome, cosa fa, ecc. quando il significante puo' diventare soggetto, il soggetto non potendo dire questo punto centrale e' il bicipide si fa rappresentare tramite due significanti e diciamo Lacan nota che nel mondo dei normali e civili che costruiamo un sacco di cose nel mondo si mettono sempre due significanti uno con l'altro uno in fila all'altro cioe' si fa a catena ...............o si racconta quello che Lacan chiama la vita di un nevrotico. 
Quand'e' che viene un problema? 
Il problema viene quando c'e' una questione tra questi due rappresentanti che si presentano al soggetto.
Con Sabel c'e' un'altra possibilita', cioe' il solo rinnegamento di un punto preciso, cerca lui di essere il fallo della madre, il feticcio della madre, mentre invece il perverso lo fa rendendosi oggetto del godimento dell'altro, non si puo' dire che tra queste due versioni, strutturali, il nevrotico, lavora perche' l'altro non manchi di niente, l'altro sia completo, escludendo il godimento, i nevrotici ossessivi, trovano difficile pensare che, i genitori hanno fatto l'amore, devono averlo fatto perche' loro sono li, se sono vivi, pero' non e' vero che bisogna portare sul godimento di un altro.
Mentre invece il perverso lavora proprio perche' l'altro, sia completo dalla parte del godimento, che all'altro non manchi il godimento.
Il perverso e' un padronante che lavora forse piu' del nevrotico, che lavora in modo che all'altro non manchi il godimento.
Questo per arrivare a dire, dalla posizione di Lacan che dal punto di vista strutturale, ci sono tre condizioni definite cosi', non esiste una quarta, e non c'e' una possibilita' intermedia, di essere un po' uno o un po' l'altro.
Guardiamo ora la posizione del sintomo, spero di non essere stato troppo confuso, ma comunque riprendo sul finale che c'e' questa posizione, di Lacan rispetto alla personalita' alla struttura di una posizione soggettiva e ora il sintomo.
Ecco, qui, sono le difficolta' piu' grosse, per esempio, perche', prima di Freud, il sintomo prima di Freud e' semplicemente un segno, il post freudiano ritorna il segno, in Freud per il nevrotico e anche per il perverso, per tutti quelli per cui il significato puo' funzionare, il sintomo a tre balzi, come dice Lacan, la prima Freud non l'ha notata, e' un messaggio inviato all'altro.
Si potrebbe dire che, ..........anche nell'ordine di una domanda e comunque un messaggio inviato all'altro.
Il secondo invece che Freud aveva notato, e' che il sintomo e' una metafora del soggetto, dice il soggetto, il terzo e' che il godimento del soggetto, e questo e' gia' presente anche in Freud, ed e' per questo che il sintomo insiste e rimanere duro, proprio per il fatto del godimento che da al soggetto.
Quello che e' importante comunque, e' notare che nel sintomo c'e' questo spostamento, questo spostamento si ritrova anche nello psicotico, e qui si puo' dire che mentre il sintomo analitico, si ritorva chiaramente nel nevrotico, la posizione di Lacan, e' stata che non c'e' sintomo come metafora del soggetto nello psicotico. 
Cioe' lo psicotico non riesce a dare diciamo il primo significato es. il sintomo "io vado da uno psicanalista perche' sto male per un certo sintomo "quindi e' quello che gli do' come mio primo sintomo, questo sintomo stranamente si articola con un sogno, con un qualcos'altro con un significato che viene anche dalla notizia che viene anche dal transfert non che viene da un analista, nel senso che l'analista glielo da' ma che lo preleva dall'analista, e quando comincia questa specie di serie, c'e' un'analisi classica che si mette in moto, nel caso invece della psicosi, Lacan non da niente, ha indicato che il sintomo nello psicotico non e' analitico, nel senso che non c'e' spostamento. 
Tenete presente che per Lacan l'importante non e' il contenuto, e' la funzionalita' cioe' il sintomo si sposta o non si sposta, come contenuto che si va a livello della fantasmagoria se volete, sono tutti uguali, cioe' si ritrova la frase di Schreder come sarebbe bello essere la donna di Dio, deve essere il contenuto di una donna nevrotica.
E' semplicemente la posizione diversa, che si ritrova in questa psicosi e perversione, il fantasma e che si idealizza, il perverso diventa un derivante dello psicotico, e invece e' fantasmatizzato nel senso immaginario del nevrotico.
Ora invece per il sintomo, se il sintomo e' fisso o se il sintomo si sposta, ci sono dei sintomi che si spostano, ed e' classicamente il sintomo della nevrosi direi anche di piu' e' un sintomo dell'isteria, questo e' il procedimento che si ritrovera' quando uno e' la sul lettino e quindi quando si ritrova in una isterizzazione, questo da ragione di quello che ho letto proprio l'altro ieri in un testo dell'Andreini, che dice che tutto sommato tutti sono isterici, in un certo senso Andreini ha ragione, perche' bisogna rendere un sintomo spostabile, allora chiamiamolo che quello spostabile Lacan lo chiama isterico, bisogna renderlo spostabile, c'e' invece nel caso della psicosi che il sintomo non e' spostabile, ma non soltanto nel caso della psicosi, Lacan fa altri casi, per esempio indica che nella psicosomatica il sintomo lo chiama il fenomeno psicosomatico, e questo e' il capitolo numero due della rivista, cosa vuol dire, vuol dire che nello psicosomatico rimane assolutamente fisso, non si mette in metafora.
Lacan fa la differenza fra fenomeno psicosomatico che rimane fisso in qualunque delle tre strutture, non e' che lo psicosomatico si trova soltanto nella psicosi, ma anche nella perversione e nella nevrosi.
Differenziandolo invece dal sintomo isterico, che e' una conversione somatica, ma spostabile, quando invece e' fisso, indica una certa fissita' che si ritrova nella psicosi, ora e' proprio utilizzando questo sintomo non spostabile che molti psicotici riescono a tenersi uniti, a ricreare un proprio mondo, (cosa e' l'invenzione che fanno certi psicotici) utilizzano un sintomo di questo tipo non spostabile, al posto della metafora paterna che non ha funzionato, questo lui lo chiama "sintome"...... Lacan lascia sintome il valore di metafora e soggetto, mentre invece il sintomo che Lacan ritorva in una persona precisa che e' James Joyce che gli serve di pseudonome del padre, come se la struttura psicotica si ricrea intorno a un sintomo fisso che gli da una stabilita' e una pacificazione.
Kernberg aveva detto che la personalita' poteva funzionare come stabilizzatore per dei borderline Lacan invece dice che non e' la personalita' e' questa forma di sintomo cioe' una costruzione immaginaria che il soggetto si fa per creare una sua unita'.
Lacan indica nella questione per il normale che quando si incontra uno psicotico cioe' quando si incontra qualcuno che viene da un analista bisogna essere assolutamente attenti in quelle che chiamano le sedute preliminari perche' se per caso e' psicotico e nessuno lo sa, cioe' non necessariamente c'e' una sintomatologia ben distinta, puo' capitare che se non c'e' stata distinzione di nessuna della parti cioe' se il significante in quanto paterno, ovvero significante nella sua funzionalita di acquistare il soggetto non e' stato scritto l'analista puo' provocarlo con il suo intervento e quindi Lacan nota che non a caso gli incontri con l'analista sono incontri scatenanti la psicosi. 
La seduta preliminare di Lacan e' indicata come inizio necessario per la cura, e sente la consistenza del valore ovvero se il sintomo e' dell'ordine di metafora del soggetto cioe' se si mette in catena il significante oppure no, se non si mette in catena il significante, se la persona da non dei sintomi nel senso si metafora ma dei fenomeni elementari e cioe' delle indicazioni di una presenza dei significanti in un modo diverso di quello della nevrosi l'analista dalla sua posizione di verita' puo' aprire scatenare una psicosi e cioe' lo psicotico puo' trovarsi davanti ad un padre che gli dice la verita' del proprio essere cioe' gli dice quello che lui e'.
Che cos'e' che aveva notato Lacan e qui vi rimando alla famosa lettura di "Troi'" (Troia) che Lacan fa di queste allucinazioni, che quando c'e' un' allucinazione lo psicotico sente tramite il significante cio' che indica la consistenza del suo essere soggetto il piu' intimo come se gli viene da fuori, non che se lo dice "io sono piu'" stupido non gli viene da fuori, che cosa lui e'.
Nel caso di un incontro che l'analista fa rispetto a qualcuno che viene interrogato, la prima cosa e' sapere che tipo di struttura ha a che fare, ed e' vero che non e' facile, e in questo caso come diceva Lacan di prenderla almeno al piu' basso cioe' il piu' difficile. 
Evidentemente se il soggetto e' nell'ordine della nevrosi si puo' dire benissimo che e' possibile fare l'analisi, chiamiamola classica, e' possibile fare un'analsisi nel caso della psicosi e' un problema che alla scuola di Lacan e' stato elaborato moltissimo, io penso di si, non soltanto a livello di come Lacan stesso ha detto ovvero che l'analista si fa lo scriba dello psicotico, ma anche forse qualcosa di piu'. 
L'unico punto che l'analista deve evitare, e' di non occupare quel posto nel transfert del soggetto supposto al
sapere che esattamente gli fa incontrare lo psicotico il significante madre, in quel caso la psicosi ha quello che si dice uno scatenamento della psicosi,.
Un altro elemento clinico era nel lavoro che io ho fatto fino ad ora dal '74 fino ad oggi; con questi bambini che erano inviati con questa diangosi psichiatrica di psicosi o difficolta' di personalita' quindi era uno spettro piuttosto vasto, sono dei bambini che vanno dai 2 ai 14 anni, e presi soprattutto se hanno 2 o 3 anni,
prima si prendono meglio e', esattamente il lavoro che abbiamo fatto non e' quello di avere fatto un'analisi a questi bambini, ma avere semplicemente messo in opera questo materiale, cioe' quando vengono dei bambini con sintomatologia bloccata, perche' se la sintomatologia non fosse bloccata basterebbe una qualunque terapia ambulatoriale o da un analista quindi i bambini che siano in analisi nevrotici.... 
E' nel caso che c'e' una ripetizione una fissita' che quinhdi c'e' il problema di cosa sono gli psicotici sono autistici sono borderline o cosa sono? 
Chiedere la domanda a che istituzioni in cui rimangono 24 ore su 24. Noi abbiamo messo in opera non una psicanalisi come nemmeno una psicanalsi del resto noi le chiamiamo anche atelier . 
Quello che si cerca di fare e' di semplicemente se il bambino riesce a mette il significante in catena o no e questo lo si fa tramite il giuoco tramite degli atelier dove delle persone presentano ai bambini un qualcosa che puo' essere interessante e cioe' creare un movimento che e' il movimento classico che il bambino fa quando gioca. 
Il bambino quando gioca mette in serie i suoi significanti lui passa da essere un camion a una navetta
spaziale ecc. ecc. 
Ora quello che noi abbiamo potuto constatare dopo diversianni, e' che un certo numero di bambini mettono esattamente in moto questacatena significante e si identificano , il che indica che non e' assolutamente uncomportamento da psicotici ma che c'era stata una mancanza precisa diidentificazione dovuta da dei fattori ambientali o culturali ecc. 
Questi bambini che hanno futuro ottimo ovvero potranno andare a scuola e non ci si pensa piu', prenderanno una strada come tutti quanti gli altri.
Mentre invece il bambino veramente psicotico si vede che quello spostamento non lo fa mai, l'unica cosa che fa e' di riprendere il significante dell'altro di solito di uno solo non di una equipe quindi si vede molto quando c'e' quella persona, e quando non c'e' quella persona lo fanno funzionare come sintomo. 
Se c'e' quel significante riescono a stabilizzarsi e a essere molto pacificanti. 
E' anchevero che basta lo spostamento di bambini in altre istituzioni che crea uno scatafascio completo. 

Domanda
Lei ha detto che i significanti piu' semplici sono il padre e la madre, dopo l'esempio visto tende a mostrarci "il bric a brac immaginario" maschile e la posizione fantasmatica femminile questo passaggio come avviene? 
Le chiedo se e' possibile rivedere questa scissione alla luce dei significanti piu'
semplici. Anche nella descrizione che fa dei bambini del suo istituto apparentemente risulta che qualcuno e' nevrotico e riesce a stabilire questa catena di significati e gli altri che sono psicotici non riescono ad assimilare questa catena o al massimo riescono ad assumerne uno e' come se non ci fosse, nelle sue descrizioni, un situazione borderline come abbiamo visto nelle sedute precedenti, e' una situazuione in un certo senso dove io supporrei che se li dentro ci dovesse essere un borderline dovrebbe potere funzionare a momenti solo con l'S1 e a momenti di trovare la possibilita' di fare una catena ma di non mantenerla, dal suo punto di vista questo tipo di diangosi esiste?
E come funziona se esiste?

Domanda
Nel caso di Hans c'e' stata la catena significante per dire no, qualcosa non ha funzionato. Che cos'e' che determina questa diversificazione dal punto di vista del sintomo, perche' uno diventa nevrotico e perche' uno diventa psicotico, da cosa e' determinato da un fattore casuale oppure da qualcos'altro?

Risposte.

Si in effetti noi evitiamo di chiamare la persona borderline, ora lei potrebbe dire ..... borderline quando si ferma su S1 con un solo significante e quando invece a volte prende S1 e S2 cioe' fa catena pero' diciamo in un modo incostante direi che se c'e' un caso classico di questo e' ..........il bambino ........ il quale prende il significante S1 e poi spesso fa catena significante come se la facesse realmente e poi invece si scopre che non ha fatto nulla, se si prende da quel lato, cioe' di una questione borderline sono assolutamente d'accordo sul fatto che ci sono persone che fanno questo, rispetto invece alla posizione della struttura no. Vediamo un po' la differenza che per noi c'e' sul fatto che dal punto di vista della struttura ci sono tre strutture, cioe' tre posizioni soggettive, che pero' queste tre posizioni soggettive, neurosi, psicosi, perversione, ci siano delle posizioni aleatorie, il fatto che delle persone che hanno fatto piu' di un'analisi e che mettiamo girato male, non c'e' piu' la possibilita' della domanda ne dell'articolazione della catena significante, come chi lo fa la prima volta.
Il che si potrebbe dire entra in una specie di borderline, dal punto di vista clinico, non da quello strutturale, le famose isteriche non analizzabili degli inglesi, rimangono isteriche, quindi non so se e' soddisfacente quello che dico o no, ma dal punto di vista di struttura per noi c'e' una posizione del soggetto prende queste tre posizioni, queste tre posizioni non sono automaticamente operatorie, c'e' quella che Lacan ha cercato di far capire non e' che per esempio necessariamente la psicosi e' piu' difficile da lavorare che la nevrosi, ci sono altre condizioni che intervengono per esempio come si articola la domanda con il desiderio, se la domanda non arriva ad articolarsi, col desiderionon c'e' possibilita' di analisi almeno per il nevrotico.
Nel caso dei bambini che lei chiamerebbe borderline e che nella miaesperienza io ho visto molte volte in difetto di immagini identificatorie, ilprocesso successivo e' di essere capaci di poter rimettersi in movimento
desiderante.
La catena significante indica un desiderio soggettivato, quindi, questa e' laposizione che mi sembra che sia la nostra e tengo anche a precisare una cosa che nel primo Lacan, degli anni 58 o 60 c'e' una specie di ottimismo che invece il Lacan diminuira' sempre di piu' a mano a mano che prendera' piu' valore nella sua teoria, questo punto fuori significato che chiama oggettivale.
Che e' quello che arresta tutto in qualunque caso, ci sono delle persone piu' prossime ad agire che a parlare, che a lavorare, evidentemente non so se mi faccio capire bene, ma, si potrebbe chiamare borderline come noi li chiamiamo borderline per i discorsi, nel senso di una difficolta' di questo punto fuori significante che si presenta nella scena in un modo eccessivo, che puo' presentificarsi in ogni delle tre strutture, quindi non borderline di struttura ma rispetto invece ad un funzionamento di un determinato tipo di discorsi, nella misura che anche nel nevrotico, ci sara' una predominanza di questo elemento che e' fuori significante ci sara' un comportamento piu' borderline ma non necessariamente piu' portato al narcisismo, ma portato a livello ........come dicevo prima, o delle impossibilita' all'elaborazione o quello che per esempio come dicevo prima fa il debile di una pseudoelaborazione, fa finta di fare un'elaborazione, basterebbe vedere i primi sei mesi di un debile in analisi o in terapia, il terpeuta o l'analista crede chissa' cosa promette, poi una promessa senza seguito.
Rispetto all'uomo dei lupi, anche l'uomo dei lupi parlava del padre e della madre
e questo quindi i significanti li da era questo quello che voleva dire?

Domada
Volevo sapere se lo usa facendo coincidere il padre maschile e la madre femminile o se c'e' qualcos'altro in questo discorso.

Risposta
No. Io ho accentuato certi aspetti e non ne ho accentuati altri quello che invece Lacan metterebbe pittosto l'accento e' una specie di femminilizzazione che prende l'uomo dei lupi una specie di "impulse a' la femmme" che per Lacan e' indice della psicosi, evidentemente quando si parla del padre e della madre si ha una catena significante pero' cosa si puo' dire dell'uomo dei lupi che prendiamolo sul versante psicotico nella lista della psicanalisi c'e' questo testo a cui facevo riferimento ci sono diverse che hanno risposte e dicendo che non era giusto, ma risposte. 
Diciamo che l'uomo dei lupi e' una questione problematica pero' almeno una cosa e' molto chiara, e' che lui si e' fatto centrare per la psicanalisi cioe' il caso mancante della psicanalisi quello che viene a completare la psicanalisi e' il caso della psicanalisi, c'e' proprio la funzione dell'uomo dei lupi di cercare di completare con la propria vita la psicanalisi stessa che e' un elemento che Lacan darebbe come sintomo un funzionamento che l'analista puo' fare con lo psicotico che lo completi che l'analsita accetti che l'altro lo completi, dato che puo' prendere delle forme anche patetiche, mi ricordo di una persona che parti' in vacanza e tre volte alla settimana lei veniva per dare l'acqua alle piante che erano nel giardino di fuori.
E tornando dalle vacanze ha trovato queste belle piante nel giardino davanti quando invece quelle di dietro erano tutte bruciate, ed era esattamente un servire come complemento dell'altro, che era un luogo di stabilizzazione dello psicotico molto forte molto stabile che tiene anche molto bene..............Freud utilizza il termine di scelta che e' molto strano questo ternime, perche' il termine di scelta implicherebbe un volere saputo che sicuramente invece non c'e'.
Lacan utilizza quel termine che dicevo prima "l'insondable decision de l'etre" poi a volte fa riferimento a un certo tipo di logica, c'e' una frase che dice per fare uno psicotico ci vuole almeno il lavoro di tre generazioni e cioe' c'e' una specie di articoalzione nelle diverse genealogie che precedono una persona per arrivare a condensarsi con la psicosi e nella psicosi che cos'e' che Lacan indica e' che il soggetto completa l'altro ma lo completa totalmente facendosi e riuscendo in una relazione mortifera l'altro persecutore lo completa .

Domanda

Risposta
Io potrei risponderle nello stesso modo in cui lei mi ha posto la domanda ovvero: Lacan scrive il desiderio della madre, significato al soggetto cioe' il bambino questo come primo approccio, poi cosa succede che l'interdizione del padre che stranamente Lacan mette qua', poi c'e' l'intervento di qualcuno che fa' desiderare la madre altrove.
Il desiderio cerchi l'oggetto pero' fa in modo di non averlo, e' nella struttura stessa del desiderio, non e' che e' malato il desiderio, e' il desiderio che e' cosi', deve poi trovare una soluzione nel conto finale, che si chiama castrazione, questa posizione di Lacan e' molto diversa rispetto a quelle di altri analisti, che immaginano che il desiderio deve avere il suo oggetto, e' in cio' soltanto che Lacan si oppone alle relazioni d'oggetto.
Riprendendo lo schema Lacan, indica che viene il nome del padre a significare al desiderio della madre, che lei non puo' integrare il bambino come suo oggetto.
Questo lo chiama nome del padre che praticamente crea la posizione del bambino che mette "a" sul fallo.
E cioe' il fallo come significante di tutta questa operazione, per Lacan c'e' una differenza tra fallo e pene, il pene e' il pene, il fallo e' tutta questa operazione.
Operazione che e' esattamente l'iscrizione del nome del padre, la significatizzazione del soggetto, ogni volta che c'e' questo problema ci troviamo di fronte alla psicosi.
Quando il bambino e' in posizione di oggetto e' determinato dal fatto che il nome del padre non ha funzionato.
E Lacan rimanda il tutto ad una messa in logica delle diverse generazioni, e' possibile che la madre abbia rifiutato lei stessa la posizione di suo padre.